Il Coc ci salverà

Tra Zona rossa e fuoco nei boschi comincia al meglio l’estate del Contanumeri paesano

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Non si era accorto di nulla. Il Contanumeri aveva già lasciato posto al frivolo organizzatore di inaugurazioni e festicciole varie. Voleva stupire la città con teste mozze e sculture impalate. L’estate cominciava bene con l’inaugurazione del museo di Palazzo Trigona, sarebbe proseguita con nuovi spettacoli sotto l’albergo del principe delle audioguide.

In piazza Giorgio Boris Giuliano si erano installati dehors su dehors, pedane sulle aiole, botti, banchetti, chitarre e batterie, birra, spritz, assenzio e cocktail vari. Tutto secondo la più consueta normalità della movida, un po’ fascista e un po’ alternativa, del mondo elegantemente ingenuo che gira attorno al circolino magico del sindaco e dell’accolita, un poco indecente, dei suoi amici più intimi.

Pandemia superata, tamponi che non servono a niente, vaccini che stentano. Invece della diretta quotidiana per elencare numerini ormai troppo bassi, meglio trascorrere divertenti serate all’aria aperta, senza mascherina, finalmente, nella voglia più sfrenata di socializzare. Come prima, come sempre!

Peccato, che invece si debbano fare i conti con la realtà. E la realtà ha finito per punire tutti.

Non si era accorto, il Contanumeri, che il virus ci girava intorno? E cosa pensava che Valguarnera in zona rossa, poi Aidone, poi Mazzarino, fossero altre contrade?

Che noi, piazzesi, saremmo stati immuni per diritto naturale? Che non era necessario attivare misure di prudenza?

Ecco il risultato! Adesso ci chiuderà a casa e non potrà fare altrimenti!

I commenti li lasciamo ai nostri lettori. Attingete tranquilli al vocabolario delle parolacce che conoscete. La peggiore sarà insufficiente a descrivere la superficialità dei ragazzetti al potere in città.

Identica meraviglia per l’emergenza incendi.

Ha convocato il Coc.

Adesso il Coc fermerà gli incendi.

Forse li spegnerà, con l’aiuto dei Canadair.

Perché su questa questione degli incendi che ogni anno devastano la Sicilia, circolano le più incredibili favolette. Il gatto con la coda in fiamme; i forestali sempre incazzati, chissà poi perché; le compagnie dei Canadair che hanno l’interesse prevalente; i gestori dell’impianto di biomasse…… A parte l’ipotesi sciocca del pazzo da manicomio che da solo va a innescare gli incendi per il puro gusto di farlo, le altre ipotesi sono tutte suggestive.  

I Sindaci dei comuni che possiedono foreste sono titolati a chiedere e ottenere che si dia un impulso alle indagini. E, però, non lo fanno!

I Prefetti e la Protezione Civile intervengono per spegnere gli incendi.

La Forestale (la Regione) che è proprietaria di gran parte del bosco isolano, come organizza la prevenzione degli incendi, come usa il personale bracciantile durante le 151 giornate di ogni lavoratore forestale? Non mi dite che in Sicilia ci sia un Servizio antincendi boschivo?!

Si c’è, il Servizio, ha un Piano anticendio corposo, centinaia di pagine, la gran parte assolutamente inutili. Vuole partire dalla previsione degli incendi e fare tutto ciò che c’è da fare. Peccato che sia solo un piano e che la realtà sia purtroppo ben altra.

Ma allora di prevenzione degli incendi in Sicilia non se ne occupa nessuno?

Chiunque faccia una passeggiata nei nostri boschi troverà alberi secchi caduti e non raccolti, fasce tagliafuoco invase dall’erba, rifiuti nelle stradelle, manutenzione delle vie di penetrazione pari a zero. Poche riserve d’acqua disponibili all’interno e nelle vicinanze del bosco.

Nelle stradelle del bosco si entra liberamente, ce ne sono a decine. Sono tutte aperte! Non è possibile nessun controllo. Tecnologia zero. Servono droni per l’avvistamento, elicotteri per l’intervento precoce, sistemi automatici per il rilevamento ottico del fumo. Bisogna registrare le targhe di tutte le automobili che entrano e attraversano il bosco. Ci vuole una sorveglianza attiva!

E non è che la Forestale costi troppo poco al contribuente per non sentirsi in dovere di raddrizzare la sua azione in innovazione ed efficienza!

Ma adesso torniamo a lui, al nostro Contanumeri ufficiale. Lui si accontenta di dirci quanti ettari sono andati in fumo, quante persone si sono dovute misurare durante lo spegnimento di un tetanico, invincibile nemico e quante persone hanno perso tutto o hanno rischiato di perderlo.

Ma per favore, signori Sindaci ve la volete dare una mossa!

Impegnate i Prefetti, i Parlamentari, i Governi della Regione e dello Stato, a mettere in campo una strategia di prevenzione efficace. Perché noi cittadini ci siamo rotti di questa storia degli incendi.

E non dimentichiamo che se qualche volta i colpevoli li prendiamo, anche questo avrà un magnifico effetto di dissuasione.

http://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/PIR_PORTALE/PIR_UfficiONLINE/PIR_PAGINEARCHIVIO/PIR_AltriServizi/PIR_AreaRiservata/SYS_DELETED_PAGES/PIR_Servizioantincendioboschivo/PIR_Direttiveantincendio/Piano%20regionale%20AIB_agg.%202020%20f(firmato).pdf


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