Vizi privati e pubbliche virtù

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Disincanto, smarrimento, preoccupazione. La nuova amministrazione comunale, nata da una forte volontà popolare di archiviare la vecchia classe politica, affidando ad alcuni giovani di belle speranze i destini della città, sta dando di sé un’immagine contraddittoria e per certi versi sconcertante. Strane storie di soldi girano intorno alle finanze del Comune, ma ciò che più preoccupa è la mancanza delle più elementari norme di correttezza amministrativa. In modo particolare ciò si esprime nell’azione della Giunta e nell’asservimento prono degli uffici. La sensazione del superamento di ogni formalità e correttezza si è diffusa nei giorni della visita del Papa: prima, durante e dopo. Appalti smisurati e inopportuni, confusione di norme, assegnazione d’incarichi senza gara, preferibilmente a parenti, amici, clienti! Un marasma. E in tutto questo spese folli, senza previsione di bilancio e senza bilancio di previsione.

L’aspetto che più preoccupa è l’incostanza dei provvedimenti, assunti a ventate e senza continuità. Le sperimentazioni restano abbandonate a se stesse, l’incapacità di ascoltare le ragioni di chi ne paga il prezzo, denota approssimazione e arroganza. C’è di più. La censura, le minacce! Chi si ribella e usa i social contro l’amministrazione, è sommerso dalle critiche degli attivisti partigiani: sprezzanti, ipocriti, falsi. E sarebbe niente se non ci fossero inquietanti interventi per cancellare, dividere con larvate minacce: ti facciamo chiudere, ti mandiamo i controlli, non ti segnaliamo più ai clienti, ti distruggiamo.

Intanto si va avanti alla meglio. L’anno sta per spirare e non si sa che fine farà questo comune disastrato.

La relazione d’inizio mandato è un atto d’accusa pesante sul quale dovrebbero indagare gli inquirenti, ma è un atto d’accusa più grave, per chi ha consapevolezza delle pesanti condizioni in cui versano le casse comunali e continua a spendere soldi, e genera debiti fuori bilancio.

Le cicale stanno cantando ma l’inverno è alle porte.

L’assessore Messina si vanta: l’estate piazzese è stata piena di eventi, oltre sessanta, mentre la media degli ultimi anni non supera i venti. Sarà ma gran parte di questi eventi sfugge a ogni logica di buona amministrazione. I costi sono sotterrati, spesso a carico di altri, ma con il logo del Comune. Qualcuno dice che presto i nodi verranno al pettine. La visita del Papa è stata l’occasione per mascherare spese incomprensibili, con il presupposto dell’urgenza. Fallimentari sponsorizzazioni, rimediate per gli amici con delibere di favore e a titolo oneroso per gli altri, meno amici!

Le bugie sugli incarichi gratuiti sono state rivelate da post virali su Whatsapp. Messina e compagni si comportano come se il comune fosse casa propria. Fanno bivacco con i loro parenti nella Sala delle luci. Ogni giorno confezionano uno, due affari. Gli amici tutti al servizio, i nemici comprati o distrutti. C’è aria di Bengodi e di Repubblica delle banane al Comune di Piazza Armerina; se un funzionario storce il muso, ecco per lui un incarico con relativa indennità. E così, invece di gridare, si plaude ai nuovi inquilini.

Messina insiste con fantomatici crocieristi e visite di gruppi organizzati e con richiesta verbale ha fatto chiudere per un altro mese la via Garibaldi. Il finto giardino di piazza Garibaldi ha mostrato a tutti la sua inutilità e il danno che genera. Non c’è più un cittadino di buon  senso che lo difenda. I commercianti di piazza Garibaldi sono alla paranoia. Ognuno dei loro clienti protesta per un intervento giudicato inutile e senza senso. Il sindaco gira le spalle e non si accorge di niente. Le sue promesse di restare vigile su quella sperimentazione sono cadute nel vuoto. Gli interventi programmati sui parcheggi sono rimasti lettera morta. Intanto si soffre in mezzo a proponimenti di vendetta e indifferenza.

L’assessore Gallo non la smette di esibire buoni propositi da studente liceale. Fa sistemare pezzetti di giardino, antiche scale e qualche orto comunale, ma non s’accorge che la città vive in mezzo alla sporcizia, sempre di più, senza ritegno. A Piazza non si spazza, la famigerata ordinanza che causa la città invasa dai rifiuti la notte, è ancora lì, immodificata. I cani randagi fanno quello che vogliono. La Villa romana del Casale è in abbandono e ci balocchiamo con la promessa di apertura del museo a Palazzo Trigona, che purtroppo non si aprirà nonostante tutti gli impegni.

La giunta (in compagnia di qualche intelligente funzionario) briga per assegnare in appalto a privati la riscossione dei tributi. Cammarata ha dimenticato la lotta feroce che fu condotta mentre lui era consigliere comunale per riportare al Comune l’incarico allora affidato all’Inpa. Un disastro, come i parcheggi a pagamento, come tutte le privatizzazioni di servizi impositivi che finiscono per vessare i cittadini e sottrarre ingenti percentuali all’ente. Siamo contrari alla privatizzazione di tutte le riscossioni e lo saremo sempre. I cittadini di buon senso lo sono altrettanto. Si ricordi il sindaco Cammarata che nel quadriennio 2004-2008, in cui lui era consigliere comunale, quella fu la più bella battaglia vinta: ingenti somme arretrate furono recuperate (dal Servizio comunale tributi) e si allargò la base impositiva, senza traumi e senza aggredire i cittadini. Il gestore privato ha sempre interesse a verticalizzare il profitto e non ha alcuna comprensione con i cittadini.

Nino Cammarata con Ettore Messina

E allora? …. Datevi da fare! Le persone intelligenti sanno prendere atto dei propri errori e cambiano strategia. Se continuate a lavorare così male, se non vi aprite agli altri, se non rispettate le regole della buona amministrazione, tra poco si solleverà contro di voi un’intera città. E sarebbe niente, perché per gli amministratori l’obiettivo è di realizzare i propri programmi senza subire strascichi giudiziari. E bisogna stare molto, ma molto attenti!


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