Una città per cantare, o una città per “campare”?

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Era la primavera del 1980 quando un giovane cantante esordiente, Rosalino Cellamare, pubblicava il suo primo disco con lo pseudonimo di Ron. Il vinile aveva un titolo suggestivo: “Una città per Cantare” (era una cover della canzone del 1972 di Danny O’Keefe, dal titolo originale “The Road”). Lucio Dalla ne aveva fatto una versione in italiano per Ron.

Il grande Lucio Dalla, quello che venne a Piazza Armerina a fare un concerto gratuito!  Le cronache del tempo riportavano: «L’Alto Commissario per la Villa Romana del Casale, Vittorio Sgarbi, ha chiesto al cantautore Lucio Dalla di tenere un concerto a Piazza Armerina per promuovere una legge speciale per la tutela del centro storico ed evidenziare il restauro della Villa Romana del Casale.

Il Sindaco, Maurizio Prestifilippo, ha chiesto a Vittorio Sgarbi di adoperarsi per portare nella nostra Città un evento musicale che possa dare il giusto risalto al prestigio dell’immagine di Piazza Armerina. Vittorio Sgarbi ha contattato Lucio Dalla che ha immediatamente accettato con entusiasmo di esibirsi a Piazza Armerina, una città che lui ama in maniera particolare. Il cantautore si esibirà a titolo gratuito proprio per rendere omaggio alla Città di Piazza Armerina, alla sua Villa Romana e per chiedere l’approvazione di una “legge speciale” al Parlamento regionale che ne tuteli e rilanci il centro storico. In queste ore l’Amministrazione Comunale è in frenetica attività per organizzare l’evento che si presume richiamerà nella Città dei Mosaici decine di migliaia di spettatori. Il concerto si terrà nella Piazza Falcone e Borsellino (ex Piazza Europa) e l’ingresso sarà assolutamente gratuito».

Altri tempi…!

Già allora si parlava di mettere in sinergia la Villa del Casale con la Città di Piazza Armerina. Se prima lo slogan era “Una città per cantare” adesso invece siamo alla ricerca di “Una città per campare”. Una città dove poter vivere in maniera decorosa; e invece no!

Siamo ormai alla primavera 2019 ed il Dipartimento Turismo, Sport e Spettacolo – Osservatorio Turistico non ha ancora pubblicato in maniera definitiva i dati del 2018 dei flussi turistici in Sicilia. D’altra parte, quando si parla di turismo a livello politico e amministrativo, in Sicilia non lo si fa con i numeri veri alla mano. In campo ci sono stime, previsioni, rilevazioni più o meno attendibili.

Così, quando si prendono decisioni sulle politiche turistiche, spesso non si ricorre a una valutazione a partire da dati reali. Nel turismo si va a naso: evidentemente hanno tutti del gran fiuto. I nostri Assessori di più! Talvolta fiutano male.

I dati, quelli veri, possono restare in un file o, peggio, sulla carta, completamente ignorati. Eppure, quelli pubblicati dall’Osservatorio sono gli unici ufficiali! (1)

Raccolti in maniera omogenea sul territorio regionale, sono gli unici dati che i decisori politici o economici dovrebbero considerare per tracciare le linee di uno sviluppo turistico strategico. Prima ancora di intraprendere viaggi verso costosissime fiere internazionali, che ora sono tanto di moda.

Ma per capire perché valga la pena di considerarli forse è bene sapere da chi provengono, come vengono raccolti e che uso se ne possa fare. Gli arrivi, le presenze, la permanenza media, gli indici di utilizzo dei posti letto, provengono direttamente dalle strutture ricettive ufficiali (e quindi sono fuori moltissime di quelle che – non registrate – operano sotto il cappello della sharing economy) gli alberghi, i B&B, gli agriturismi, i residence, le case vacanze, inseriscono i loro dati con cadenza quindicinale nel portale della Regione. Le Province controllano la correttezza degli inserimenti e li confermano entro il primo bimestre dell’anno successivo a quello di riferimento. Le Regioni, a loro volta, impiegano un altro paio di mesi per convalidarli e trasmetterli all’ISTAT; quindi, i dati 2018 verranno “chiusi” dalle Regioni non prima di aprile/maggio 2019.

Sul territorio della nostra città ci sono 57 strutture ricettive: Hotel 5; Affittacamere 4; Case Vacanze 1; Agriturismo 3; Turismo Rurale 2, tutto il resto sono B&B, per un totale di circa 800 posti letto.

Da informazioni raccolte presso l’Ufficio provinciale per il Turismo si scopre che Piazza Armerina sta facendo registrare un calo di presenze! Gennaio, Febbraio, e Marzo 2019 sono in calo rispetto allo stesso periodo del 2018.

Abbiamo avuto un leggero picco positivo nel mese di Aprile, un + 1,8%, rispetto allo stesso mese 2018, per via del lungo ponte di fine aprile, primi di maggio, che ha sollecitato tutti i movimenti in Sicilia.

In sostanza non siamo stati capaci di far rendere ai fini turistici eventi eccezionali come la visita del Papa, il Giro d’Italia, il Giro di Sicilia e tanto, tanto altro. La nostra città non offre nulla!

Solo la Villa Romana del Casale ingrassa sempre di più gli operatori che hanno stabilito nel sito archeologico la loro attività.

Ma succede che un sito di “disinformazione giornalistica” ha preso un dato su una piattaforma in questo caso: “Booking” (vorremmo verificarlo!). Tralasciando però altri siti come Trivago, Tripadvisor, Affittacamere, Al B&B, Viaggiare Gratis, solo per citarne qualcuno. C’è almeno un dato positivo, le strutture di Piazza Armerina sono massimamente prenotate attraverso Booking. Andiamo nelle parti alte della classifica, addirittura sesti in Sicilia. Ma cosa significa? In realtà niente! E’ solo l’effetto della temporanea chiusura di molti alberghi in città. Chi vuole soggiornare, anche per una notte, deve scegliere un B&B e il mezzo più comodo per prenotarlo è proprio un portale diffuso come Booking. Il dato sembra positivo e lo si sbandiera ai cittadini piazzesi come un grande successo.  E tanti, quelli di parte, gli amichetti dell’assessore imprenditore, si mettono a esultare: «Siamo in crescita, il paese rinasce».

Purtroppo la verità è ben diversa: la nostra città è diventata un “cimitero” di attività. Basta farsi un giro per costatare centinaia di saracinesche abbassate, che mettono in bella mostra cartelli con scritte Affittasi/Vendesi/Cedesi Attività.

Una città svuotata di tutto, di quelle cento botteghe che fino a un decennio addietro rappresentavano il cuore pulsante di un’economia basata sul piccolo commercio e sull’artigianato. Molte attività sono state cancellate da una politica che non ha saputo affrontare gli anni della grande crisi. Così si è decretata la fine di una città considerata modello per la sua vivacità commerciale, culturale e imprenditoriale.

Adesso chi è al potere sta creando un solco incolmabile, trasformando la città in una comunità in “svendita”, dalla quale chi può scappa via e, chi rimane, annaspa tra mille difficoltà.

Gli uomini del sindaco, presidenti di commissione e consiglieri, (di primo pelo) vorrebbero risollevare le sorti di Piazza Armerina, attraverso video e messaggi Facebook, montati ad arte e in modo strumentale, ma non si rendono conto che mentre i cittadini vivono sulla propria pelle il declino politico ed economico della città, queste brillanti prestazioni virtuali destano solo sconcerto.

Finalmente dopo tanti mesi dalla sua elezione, forse spronato dal nostro continuo interessamento, il sindaco Cammarata ha rilasciato uno stringato e laconico comunicato: «Ho chiesto al Governo regionale di affrontare l’apertura definitiva del museo Trigona». Speriamo bene, speriamo che abbia capito che non deve solo chiederlo, che deve promuovere le condizioni politiche e amministrative perché la Regione adotti in tempi brevissimi le necessarie delibere. Senza farsi impastoiare nel solito: «Stiamo provvedendo!», «Domani!», «Stiamo valutando!», ecc.

E in ultimo vorrei fare una raccomandazione: smettiamola col fumo negli occhi: «Tutto va bene, madama la Marchesa!». Diciamoci francamente come stanno le cose, senza manovrare dati, perché da questa situazione si può uscire solo se c’è concordia cittadina e cooperazione.

La linea di Ettore Messina: «Penso a tutto io!» non porta vantaggio alla città, ma solo agli affari suoi e dei suoi amichetti. E può perfino costituire un errore, capace di riverberare effetti negativi sull’economia cittadina. L’apertura agli accordi con i comuni del Val di Noto può rivelarsi una Caporetto del sogno di rilancio turistico della città di Piazza Armerina. Ripensiamola prima che sia troppo tardi!

E in ultimo, dopo aver letto su Fb l’intervento del consigliere Mauro Anzaldi, di cui penso che a sangue freddo lui dovrebbe davvero vergognarsene, vorrei raccomandare a questo giovane imprenditore, prestato alla politica, di essere più riflessivo e prudente.

Vorrei raccomandargli di rispettare il suo ruolo istituzionale, di tentare di unire anziché dividere! Ha scelto proprio la data del 25 aprile per postare un intervento dai toni arroganti e offensivo per tutti. I toni del post sono più che altro da fascistello ignorantello e questo non fa bene a lui, alla città e al suo sindaco!

 

Totò Trumino

(1)

(Sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana n. 32 del 8 agosto 2014, è stato pubblicato il Decreto 25 luglio 2014 dell’Assessore Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo,con il quale è stato istituito un sistema informatico web-based per l’acquisizione, la gestione e la elaborazione dei dati del “Movimento dei clienti nelle Strutture ricettive”, aderente alle specifiche tecniche del Regolamento CE del 6 luglio 2011 n. 692/2011 relativo alle statistiche europee sul turismo. La rilevazione riguarda tutte le tipologie di strutture ricettive della Regione Siciliana ed è regolamentata e resa obbligatoria dal Decreto Legislativo Nazionale n. 322/89.

Con DA 20 marzo 2017 (in GURS N14/2017 del 07/04/2017) l’Assessore Regionale al Turismo ha inserito l’obbligo della comunicazione dei dati rilevanti ai fini ISTAT tra i requisiti per il mantenimento della classifica in stelle delle strutture ricettive.)

 


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