Speranza: L’assessore Oliveri esce fuori tema

«L’assessore Oliveri certifica la sua non appartenenza alla storia e alla cultura piazzese con un monologo che sfiora il paradossale». Comincia così Gianluca Speranza una severa disanima sull’articolo pubblicato dall’Assessore Oliveri su “Piazza la notizia”.

«L’assessore sceglie un campo amico come Piazza la Notizia per lanciare sterili anatemi su chi osa esprimere il proprio legittimo dissenso sulla scellerata scelta di confondere il Palio con il Carnevale di Acireale. Ammette lui stesso che la scelta dell’amministrazione è una carnevalata, una scelta ridicola che bene si sposa con il clima burlesco di un carnevale. Oliveri, da valguarnerese doc, parla di falsi storici e di illegittime rappresentatività con la tipica confusione di chi non sa esattamente di cosa stia parlando».

Mettere in parallelo la genialità dei nobili personaggi che negli anni ‘50 hanno ideato a tavolino il Palio dei Normanni con la delirante pensata di esportare la manifestazione all’interno di un carnevale – sostiene Gianluca Speranza – appare come il tentativo di conciliare il diavolo e l’acqua santa. Non ci aspettiamo il rispetto per la tradizione e per la cultura piazzese dall’assessore Oliveri, che piazzese non è; quantomeno però poteva risparmiarci il suo sterile sermone».

«Inudibile sermone che raggiunge il picco massimo quando sostiene che i quartieri non sono legittimati a rappresentare i cittadini e quindi decidere in loro vece – attacca Speranza – Stravolge le più elementari regole della democrazia, il nostro assessore foresto. Lui dovrebbe sapere che quando si svolgono le elezioni per rinnovare qualunque forma di governo, gli eletti sono chiamati a rappresentare gli elettori. I comitati di quartiere sono stati regolarmente eletti e quindi sono legittimati a rappresentare e decidere per conto di chi ha dato loro mandato».

«Comprendo che questo principio suoni strano all’assessore Oliveri – conclude Gianluca Speranza – che si trova ad amministrare una Città che non lo ha scelto e non lo ha voluto. Per cui, al limite del paradosso, è lui che non è legittimato da nessuno a sputare sentenze sull’operato di chi ama Piazza Armerina, la vive intensamente e fin dalla nascita, e che spende gratuitamente il proprio tempo libero per cercare di far crescere la propria Città».

«Quando si parla senza conoscere l’argomento, quando si attacca senza riflettere sulle conseguenze e quando si prendono decisioni che incontrano l’unanime dissenso dei cittadini, si dovrebbe riflettere invece di sparare a zero in un disperato tentativo di rivoltare la frittata. Altrimenti si corre davvero il rischio di fare la figura dei cialtroni»


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