Il Primo Semestre SPRAR Aidone

Si è svolto martedì alle 16.00 presso la sala consiliare del comune di Aidone il convegno dal titolo “Il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati: primo semestre SPRAR nel Comune di Aidone” a cura dell’associazione Don Bosco 2000, ente gestore dello SPRAR ad Aidone avviato il 31 gennaio 2014. Lo SPRAR è un sistema di accoglienza immigrati finanziato dal Ministero dell’Interno che prevede ad Aidone un gruppo di 30 immigrati da vari paesi africani ed asiatici quali Somalia, Egitto, Mali, Guinea, Gambia, Senegal, India, Sudan, Nigeria e Bangladesh. L’obiettivo del convegno era fare un bilancio di questo primo semestre di attività attraverso gli interventi dell’equipe nella prima sessione del convegno. Lo staff SPRAR di Aidone è formato dall’architetto Agostino Sella, coordinatore dello SPRAR, la dottoressa Roberta La Cara (sociologa) l’avvocato Angela Alaimo (operatrice legale), la dottoressa Giuseppina Pellegrino (educatrice), la dottoressa Monica Camiolo (educatrice), la dottoressa Salvina Farinato (psicologa e psicoterapeuta), e Ik Ogie (mediatore linguistico). L’architetto Sella ha illustrato i dati economici che gravitano intorno all’accoglienza, dimostrando che i finanziamenti per i migranti hanno una notevole ricaduta nel territorio della città di Aidone, in termini di contratti di locazione, acquisti nei supermercati, nelle tabaccherie, nelle farmacie. Inoltre nuovi posti di lavoro sono da attribuire al finanziamento SPRAR per l’accoglienza. Il coordinatore ha inoltre ringraziato lo staff di grande competenza che da febbraio gestisce un servizio delicato e di che necessita grande professionalità e che ha creduto fortemente in un modello di accoglienza che non è quello dei grandi alberghi. Nel modello dell’accoglienza diffusa ad Aidone, i migranti vengono accolti facendoli diventare protagonisti di un loro progetto personale. Nella seconda sessione del convegno, si sono svolti gli interventi di altissimo livello di Sua Eccellenza Mons Gisana, vescovo della Diocesi di Piazza Armerina, del Dottor Grasso, capo di gabinetto della Prefettura di Enna (presente al posto del Prefetto Dottor Guida, in viaggio per Roma al Ministero dell’Interno per comunicazioni urgenti) e la Dottoressa Valentina Bellis, della Pastorale Giovanile Salesiani di Torino. Il sindaco di Aidone Vincenzo Lacchiana ha poi concluso il convegno. In breve, il vescovo ha centrato il suo intervento sul significato dell’accoglienza ai piccoli, attraverso il messaggio cristiano del discepolato che si ha per diritto, e questo riguarda anche i piccoli, quindi anche gli immigrati. Sua Eccellenza ha inoltre mostrato un grande apprezzamento per il lavoro svolto dallo staff SPRAR di Aidone che da mesi si trova a fronteggiare una situazione di grande difficoltà con un elevato grado di competenza, professionalità e passione. Il dottor Grasso ha puntualizzato che il ministero dell’interno cerca di dare risposte immediate all’emergenza dell’immigrazione. Ha raddoppiato il numero delle commissioni sul territorio nazionale, determinando una sede di commissione anche a Enna per dare ai migranti la possibilità dell’audizione, che spetta loro di diritto. I dati sui migranti sono importanti e ci dicono che l’Italia e la Sicilia fanno quello che hanno sempre fatto per l’accoglienza che è un dovere solidaristico e cristiano e anche in senso identitario, per la lunga storia di emigrazione e commistione di etnie che caratterizza la nostra regione. All’esigenza di gestire i flussi di migrazione in Sicilia, la provincia di Enna non ha reagito con le tendopoli e le palestre e l’emergenza della protezione civile. Al contrario abbiamo risposto con l’accoglienza disposta dalla prefettura. Non è sempre stato facile ma abbiamo lavorato duramente per ottenere buoni risultati. Ed infine, la dottoressa Valentina Bellis ha raccontato la sua esperienza nella gestione del condominio sociale, una struttura nella quale vengono ospitati per un periodo di 18 mesi famiglie individuate dai servizi sociali del comune di Torino, senza distinzione tra italiani o stranieri. Nel condominio vivono anche nuclei familiari di anziani e famiglie affidatarie. Oltre agli appartamenti di ciascun nucleo familiari, ci sono spazi comuni all’interno dei quali si svolge la vera integrazione sociale. In questa esperienza, si realizzano anche notevoli risparmi per il comune. In occasione del convegno, il vescovo Mons Gisana ha consegnato una targa di riconoscimento da parte dell’associazione Don Bosco 2000 all’immigrato Nigeriano che sabato scorso ha restituito ai carabinieri di Piazza Armerina una mazzetta di oltre 4000 euro ritrovata per strada.


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