Se il Saraceno si ribellasse

S’infiamma il dibattito sul protocollo con gli arabi – Ma non si faccia una guerra d’ideologie tra destra e sinistra – La questione è davvero rilevante.

.

Non si sentiva proprio il bisogno di una radicalizzazione ideologica tra destra e sinistra nell’inquietante questione del Protocollo con gli emissari dell’Arabia Saudita firmato, un po’ troppo frettolosamente dal trio dei sindaci di Piazza Armerina, Valguarnera e Aidone. Eppure il solo fatto che Fabrizio Tudisco, che la politica in realtà non ha mai smesso di praticarla, saldamente ancorato a destra, abbia costituito un comitato per il no (al Protocollo con gli arabi e forse anche per il referendum confermativo) ha rimesso il professore Fausto Carmelo Nigrelli in cattedra e qualcuno dei suoi fedelissimi sostenitori si è sentito autorizzato a ripercorrere coi cannoni ad alzo zero antichi battuti sentieri di contrapposizioni sterili e pregiudiziali. Il professore, nella nuova veste di direttore di Startnews, ripercorre le fasi d’avvio di questo divertente progetto che mette in tasca ai tre sindaci trenta milioni di euro da spendere in due anni, svela l’interesse del patron Gioacchino Arena a vendere il suo olio su nuovi mercati mediorientali, cita appena l’ideatore brillante, tale Pierluigi Bonanno di cui sul sito del Comune di Aidone si dice: «A coordinare tutte le attività con l’assunzione della direzione operativa è il dott. Pierluigi Bonanno da anni ormai residente a Milano e uomo di fiducia del governo arabo».

Il sindaco Fausto Nigrelli

Fausto Carmelo Nigrelli, neo direttore di StartNews

Riferisce, il professore, anche il parere dell’islamista Laura Battaglia dell’Università Cattolica di Milano, che se da un lato dice che quella disponibilità economica potrebbe sopperire alla nostra cronica povertà che sta mandando in rovina un ingente patrimonio architettonico e culturale, d’altra parte bisogna stare attenti a quali siano le reali intenzioni della famiglia reale saudita, di fede wahabita, cioè integralista, che «non ha interesse per il dialogo culturale e religioso, ma punta invece alla promozione della sua visione del mondo e alla diffusione dell’Islam wahabita».

Nigrelli è intellettuale e cittadino del mondo e ama le sfide culturali, anche le più difficili, per cui, riferendosi al pensiero rivoluzionario di Papa Francesco invita ad instaurare il dialogo e a lavorare insieme avendo come presupposto fondamentale il rifiuto della violenza.

Niente di più giusto e condivisibile, sul piano teorico! Il direttore affonda le corazzate populiste che di dialogo con l’Islam non vogliono nemmeno sentir parlare e che ne fanno anche uno strumento di raccolta politica di un consenso basato sulla paura.

Ma Tudisco non ha tutti i torti. Non tanto sulla questione del rifiuto pregiudiziale del Protocollo, quanto sull’approccio problematico che mette in primo piano la necessità di instaurare processi democratici su un progetto così fortemente impegnativo per il territorio. E’ indiscutibile che i tre sindaci siano caduti nel gioco dell’archeologo, uomo di fiducia dei ministri di Re Salmān, che ha Messo il “salmon” del ricco finanziamento davanti agli occhi dei tre primi cittadini.

Qual è il grado di coinvolgimento del Governo italiano in questo affare? Può bastare la presenza del Soprintendente di Enna a garantire gli aspetti culturali del protocollo? Si possono escludere dal dibattito sul da farsi i consigli comunali, l’Assemblea regionale siciliana, le forze politiche? Potevano i tre sindaci impegnare in un accordo così complesso le tre amministrazioni comunali senza una preventiva ricognizione della volontà popolare?

La risposta a tutte le domande è sempre un sonoro no!

Fra l’altro Tudisco ha appena proposto un dibattito sui temi storici e culturali dello scontro tra il radicalismo islamico e l’occidente con un testimone d’eccezione come Magdi Allam. Pensiero problematico, dibattito garantito, forte attualità e apertura a tutti ne sono stati gli ingredienti. Tudisco è consapevole, e non ne fa un mistero, che questa vicenda, più che una promozione del territorio è la Caporetto della nostra dignità e della nostra cultura. Guarda avanti e vede con gli occhi della fantasia come sarà questa terra dopo l’operazione Protocollo. Più turismo, ma in mano a chi? Più lavoro, ma per chi? Perché i soldi hanno sempre dei padroni e le regole della spesa le fanno coloro che i soldi ce li mettono.

Magdi Allam Fabrizio Tudisco

Magdi Allam e Fabrizio Tudisco

C’è una bella differenza tra chi pensa che ci si possa arricchire svendendo una tradizione millenaria, per poi trasferirsi altrove e chi pensa invece che in questa terra, lasciata a noi dai nostri padri, si vorrebbe farci vivere anche i nostri figli e i nostri nipoti; e che le ragazze a noi piacciono con la minigonna e la scollatura di un prendisole.

Che andiamo in Chiesa, in questi giorni a ripercorrere la storia del vessillo glorioso di Ruggero il Normanno che venne a liberare l’isola dai Saraceni e che, proprio a Piazza Armerina, giochiamo una pericolosa quintana nella quale prendiamo a colpi di mazza e di lancia un saraceno con il simbolo della Mezza Luna sullo scudo.

Tudisco già immagina, con la sua fantasia, il Ministro degli esteri Saudita in visita a Piazza Armerina, portato per mano dal sindaco Miroddi a vedere il Palio dei Normanni, in versione rinnovata, con un Sultano seduto nella tribunetta reale al posto del Conte Ruggero e i dignitari del Conte, in ginocchio sulla spianata del campo Sant’Ippolito a far finta d’essere decapitati a colpi di scimitarra. «In vostro onore, signor Ministro – dirà Filippo Miroddi – abbiamo un po’ modificato la quintana del Palio!». Ma la cosa più divertente, in quel gioco, sarà far prendere il posto del saraceno all’effigie intelligente del sindaco Lacchiana».

Maurizio Prestifilippo

PUBBLICITA’

SPECIALE1Dentista


Testata giornalistica registrata con il n. 45 del 6 ottobre 1983 del Tribunale di Enna. Direttore Responsabile Dott. Maurizio Prestifilippo

Via Roma 65 - 94015 Piazza Armerina e-mail: info@orizzontisicilia.it