Questa sera si cena … in Villa!

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L’idea è di quelle fulminanti. Portiamo i nostri ospiti a passeggiare per l’Ambulacro della grande caccia, magari alla luce delle torce, come gli antichi romani. Ma solo quelli che soggiornano nell’albergo di famiglia.

E magari, perché no: aumentiamo le tariffe delle camere. Tanto di turisti ne verranno a iosa.

E che ne pensate se li facessimo cenare stesi su comodi letti conviviali nel potente Triclinio delle Fatiche di Ercole, e all’alba, solo i nostri clienti, potranno fare la sauna nel Calidarium e il bagno nella piscina fredda, quella di pura acqua corrente, la piscina trilobata?  Il programma si chiamerà: “Notti romane d’autore a Piazza Armerina”. Successo assicurato, fama internazionale!

Sarà questa l’idea che il vessillifero piazzese sta portando in giro per potenti e miliardari di tutto il mondo?

In realtà si fa sempre più penosa e imbarazzante la vicenda politica dell’amministrazione Cammarata, dopo gli ultimi sviluppi che hanno visto ancora una volta il negativo protagonismo dell’assessore Ettore Messina.

Anche qualche consigliere di maggioranza è intervenuto per chiedere una moratoria, un momento di pace, di fronte a tanti e ripetuti attacchi al governo cittadino. Segno che la sopportazione, anche in Consiglio comunale, sta arrivando al rosso fisso.

Ma come potrebbe l’opposizione stare zitta di fronte a tanti errori, a comportamenti spavaldi, che ormai interessano l’intero assetto della vita comunale e coinvolgono pesantemente le attività economiche e i cittadini?

La partita è giunta al fischio conclusivo. In pieno recupero si tenta di rimediare, aggravando il pessimo risultato dei primi due tempi.

Il primo tempo è la cronaca pietosa dell’esordio: l’estate 2018 e la visita del Papa.

Con molta buona volontà tutti si sono coperti gli occhi: «Spratici, sono presi dall’entusiasmo della vittoria, diamogli del tempo!».

Nel frattempo si è visto subito di che pasta siano, in realtà, l’assessore Messina e il sindaco: carte claudicanti, ordinanze senza rigore formale, spese senza criterio. Sin dai primi giorni si è reso evidente il mix di privato e pubblico, la sovrapposizione di strani interessi di gruppo e di famiglia, agli affari cittadini.

Proprio la visita del Papa è stata il primo banco di prova per Messina e Cammarata. Superficialità a bizzeffe, improvvisazione, temerarietà. Forte e diffuso è stato il disgusto della cittadinanza per le magnifiche premesse annunciate (ben aldilà del razionale) e lo smacco subito dall’economia cittadina. Un disastro per tutti! Una grande occasione mancata. Danni a profusione.

Poi sono cominciati i rumors sul dissesto. Una maggioranza bulgara in Consiglio comunale che non riesce ad approvare i bilanci. Documenti secretati, manovre di bilancio fuori controllo, fatti gravi, condotti disinvoltamente e al di fuori delle regole. Si cambiano i ruoli dei funzionari, si aggravano i malumori all’interno della macchina comunale. Cominciano i ritardi nei pagamenti. Sfuggono dall’entourage documenti riservati. Su Whatsapp un tam tam di accuse senza sosta.

Forti del sostegno dei coscritti, organizzati sui social per metter pollici alzati e condivisioni a gogò, i consiglieri di maggioranza minimizzano, sorridono, incoscienti della gravità dei fatti.

Il sindaco sembra essere il meno cosciente di tutti. Lascia fare, soprattutto all’assessore Messina, che continua imperterrito a non ascoltare nessuno, dando all’esterno la sensazione di aver scambiato la macchina comunale per un suo feudo privato.

Il primo cambio della guardia nella compagine assessoriale, arriva con le dimissioni di Renzo Amore. Un comunicato stampa gela le polemiche: «E’ avvenuto d’intesa col sindaco». Sembra quindi senza ragioni vere. Così, per dar posto al prospettato ricambio, entra un nuovo assessore, tale Cancaré, un uomo privo di ogni legittimazione politica ed elettorale.

La sua lista, tutta, ha preso meno voti di quanti ne abbiano presi, da soli, molti consiglieri comunali. Eppure l’operazione si fa, generando distacco e sconcerto. Ma c’è di più, Cancaré assume l’incarico di assessore all’ambiente ed è l’unico, tra loro, che abbia riportato una pesante sanzione per inquinamento ambientale. Diventeranno famosi!

Marco Falcone e Salvatore Cancaré

Passa il tempo. La Regione nomina commissari per la mancata approvazione del conto consuntivo 2017 e del bilancio di previsione 2018. I commissari guardano le carte e ripartono per Palermo.

C’è uno sguardo affettuoso, a Palermo, che protegge il Consiglio comunale di Piazza Armerina. In altri tempi, in altri comuni, sarebbe intervenuto lo scioglimento dell’Assise cittadina.

Qui invece si attende. Senza limiti!

Passa tutto il 2018. Affiora un’altra grana, pesante!

Un consigliere della lista “Diventerà bellissima” è dichiarato ineleggibile. La nota della Prefettura di Enna non lascia scampo, deve essere sostituito. Entra in Consiglio Dino Vullo, un altro amico del sindaco, il coordinatore del Palio. Non c’è incompatibilità, si va avanti. Ma l’aria si fa sempre più pesante.

Dino Vullo

Il Consiglio comunale è bloccato da mesi. L’amministrazione arranca.

Con i revisori dei conti è un susseguirsi di contestazioni e dissensi. Arriva il loro parere: sfavorevole. Il Consiglio è a un bivio.

Da pochi giorni è arrivata la notizia della chiusura delle indagini scaturita dai contenuti accusatori della relazione di inizio mandato del sindaco Cammarata. Tutti gli esponenti della precedente amministrazione sono chiamati a rispondere di diffuse irregolarità.

Il protagonista che studia sulle carte è ancora lui, il responsabile del settore economico finanziario, Alfonso Catalano. Uno che vuole a tutti i costi dissesto dell’Ente; allontanato dal servizio economico finanziario dalla precedente amministrazione e tornato al ruolo più agguerrito che mai. Catalano è un uomo molto discusso. I sindacati della Funzione pubblica ne hanno perfino chiesto la rimozione dall’incarico. Ma Cammarata pende dalle sue labbra, si fida ciecamente di lui.

Così finiscono sul giornale perché indagati,  il sindaco Miroddi, la sua giunta, il ragioniere capo dell’epoca (la Pascolato, madre dell’assessore impolitico Cancaré) e i sindaci revisori, ma anche tutti i consiglieri comunali della precedente legislatura. Si vedrà!

La maggioranza festeggia spavalda, sui social!

Che guai! Passerà poco tempo e toccherà proprio al sindaco Cammarata di apparire quale indagato sui giornali. L’accusa, addita la sua inerzia nella vicenda dell’area commerciale della Villa Romana del Casale. Area dichiarata inagibile dal Servizio igiene dell’Asp.

Questa volta festeggiano gli altri.

E non è ancora finita, perché i consiglieri di opposizione, stavolta fanno sul serio e scrivono al Prefetto, alla Corte dei Conti e alla Procura, per l’improvvido svuotamento di un capitolo di spesa, quello dei debiti fuori bilancio. I soldi servivano per rimpinguare il capitolo dei festeggiamenti dell’estate scorsa. Atto che, affermano i consiglieri di opposizione, ha generato un ulteriore commissariamento con aggravio di spesa per il Comune. Adesso il sindaco dovrà ottemperare al pagamento di un cospicuo debito fuori bilancio, che ammonta a complessivi settantanovemila euro, tra sorte ingiunta, interessi, spese, onorari legali e penalità di mora.

Ma è la questione dei residui da cancellare che rende difficile la decisione. Apportare le modifiche richieste dal Ragioniere capo porta diritto diritto il Comune al dissesto. Non c’è accordo su quali siano i residui da cancellare. Si scannano tra di loro. Ma questo rende difficile capire dove sia la verità.

Approvare i bilanci è quindi un problema. Si va di rinvio in rinvio.

Giorno 8 maggio all’ordine del giorno del Consiglio comunale è prevista l’approvazione del Rendiconto 2017. Il parere dei revisori espone alcune sostanziali riserve. Il collegio chiede al Consiglio un atto di indirizzo politico con il quale sia dato mandato agli uffici di risolvere le criticità da loro segnalate. Ci sono resistenze sulla delibera di dissesto, sulla ridefinizione dei residui, sui debiti fuori bilancio. La responsabilità si sposta quindi sui consiglieri comunali. Se ci sono errori il rischio è di pagare personalmente. E in solido!

Anche il Segretario generale comincia a preoccuparsi e manifesta la sua inquietudine. Vuole abbandonare la nave. Il mare si fa tempestoso.

Intanto il conflitto con il Direttore del Polo Museale, nato già con lo spostamento repentino delle panchine dell’area commerciale della Villa (quelli che tutti chiamano “i tabuti”) raggiunge il culmine con l’incredibile vicenda delle visite in notturna della Villa Romana.

Esce sui social, l’inserzione di una società alberghiera che fa capo proprio alla famiglia dell’assessore Messina. L’albergo, attraverso il suo ufficio stampa, afferma che i suoi clienti potranno visitare in esclusiva, in notturna, il sito archeologico. «E’ un errore» affermerà l’assessore, dopo la deflagrazione d’infinite polemiche.

Si mobilitano tutti per cercare di stendere un velo sull’infortunio.

Da Dubai, dove Ettore Messina si trova, forse delegato dall’Assessore regionale al Turismo, per concordare con improbabili emiri nuovi flussi in Sicilia e, soprattutto, nel Val di Noto, dirama un comunicato che spiega come si sia trattato di un’incolpevole anticipazione, subito rettificata.

In realtà, sarebbe volontà dell’amministrazione di concordare una visita in notturna con la direzione del Museo in favore di tutti i residenti delle strutture alberghiere e B&B di Piazza Armerina –  dice l’assessore  – ma l’accordo ancora non c’è; la pubblicità è partita per un errore.

Al minimo si tratta di rendita di posizione!

Il giornale online Start News, morbidissimo con l’amministrazione e vicinissimo all’assessore Messina, redarguisce l’opposizione e consiglia ai cittadini di attendere. Attendere ancora? Ma che?

La reprimenda, terribile, arriva proprio dalla Direzione del Polo Museale.

L’architetto Giovanna Susan, precisa come sia insensato parlare di privilegio per la visita notturna in quanto, fuori dagli orari di apertura, a nessuno sarebbe consentito di visitare la Villa.

Il sindaco Cammarata perde la testa: «Assolutamente fuori luogo la dichiarazione del Direttore del Polo Arch. Susan, non nuova a questo genere di interventi strumentali…». E preannuncia nientemeno una nota di reclamo al Dipartimento! E cosa gli scriverà al Dipartimento? Che si sono venduti una cosa che ancora non avevano? Che volevano che il museo accordasse un privilegio agli ospiti dell’albergo di famiglia?

Ma mi faccia il piacere!

Poveri noi dove siamo arrivati.

Ettore Messina – Nino Cammarata

O forse dopo aver voluto questi giovani generosi e sprezzanti del pericolo, ci penserà papà Nello a rimettere a posto il caso Piazza Armerina.

Ormai ci sono molti occhi puntati sulle intemperanze di questi giovani amministratori. Forse sarebbe meglio staccare la spina e in fretta, prima che sia troppo tardi.


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