Poste: un direttore di fiducia!

 Ammanchi per due milioni e mezzo di euro – Così il direttore delle poste tradiva la fiducia dei clienti.

 

Valguarnera – I Carabinieri della Stazione di Valguarnera Caropepe e della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Enna, hanno notificato a Salvatore Sammarco, già direttore dell’Ufficio Postale di Valguarnera Caropepe, la misura degli arresti domiciliari perché ritenuto responsabile di peculato, truffa aggravata, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici e uso abusivo di sigilli, nell’ambito degli investimenti di risparmi dei clienti di Poste Italiane. L’ex direttore delle poste, proponeva agli ignari risparmiatori investimenti inesistenti per poi far affluire il denaro sui suoi conti.

SAMMARCO Salvatore

Salvatore Sammarco

Le indagini, dirette dal pubblico ministero, dott. Francesco Rio, sono scaturite da una segnalazione dell’Ufficio Tutela Aziendale – Fraud Management  di Poste Italiane, deputato agli accertamenti ispettivi in merito ad eventi di natura illecita o sospetta tale, che nell’aprile 2013 comunicava l’esistenza di attività fraudolenta presso l’ufficio Postale di Valguarnera Caropepe, consistente nella simulazione di sottoscrizione di prodotti di investimento e conseguenti attività illecite su altri prodotti finanziari, tutti riferiti al “Fondo Bancoposta Replay 12 mesi”. Le prime investigazioni, sviluppate in sinergia dall’Arma di Valguarnera e dalla Sezione di Polizia Giudiziaria, presso la Procura, armonizzate dal Capitano Rosario Scotto Di Carlo, Comandante della Compagnia Carabinieri di Piazza Armerina, hanno messo in luce che dal 2008 al 31 dicembre 2013, l’ex direttore Sammarco, anche in periodi successivi alle sue dimissioni, aveva architettato e portato a termine, con artifizi e raggiri, una maxi truffa ai danni dei risparmiatori, per lo più persone anziane, che affidavano i loro soldi all’Azienda Poste Italiane per investirli produttivamente.

Il direttore, approfittando della fiducia che i clienti riponevano in lui, consegnava loro dei moduli di sottoscrizione apparentemente autentici che, proprio perché muniti di timbro dell’ufficio postale e firmati dallo stesso indagato, generavano nelle vittime la convinzione della regolare esecuzione dell’investimento. Quindi, poco dopo avere incassato le somme, creando falsi libretti di risparmio, stornava le cifre su conti correnti nella sua disponibilità, accesi presso alcuni istituti bancari e prelevava il denaro in contanti facendone sparire le tracce.

L’attività ispettiva ha messo in evidenza che Sammarco, nel quinquennio, aveva messo a segno ben trentatre colpi, per un ammontare totale di €. 2.500.000,00 (duemilioni e cinquecentomila euro).

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Il Pubblico Ministero titolare delle indagini, Dott. Francesco Rio, in sede di richiesta di misura cautelare ha contestato a Salvatore Sammarco ben cinquantasei capi di imputazione per i reati sopra enunciati, per i quali, prima il Tribunale del Riesame di Caltanissetta e poi la Corte Suprema di Cassazione, hanno ritenuto giustificata l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari.

Sammarco è perciò stato tradotto presso la propria abitazione a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, con il divieto di comunicare con qualsiasi mezzo ed incontrarsi con persone diverse da quelle che con lui convivono abitualmente.

Sono in corso approfondite indagini al fine di tracciare i movimenti di denaro effettuati da Salvatore Sammarco.


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