“LA POLITICA CHIEDE LA NOSTRA COLLABORAZIONE MA NEI FATTI NON C’E’ CONCRETEZZA”: E’ L’ATTO DI ACCUSA CHE ARRIVA

“Da un lato la politica, a parole, chiede la nostra collaborazione perché è consapevole delle nostre competenze, del nostro ruolo, dimostra di avere necessità di un certo supporto per prendere decisioni. Dall’altro lato, però, non c’è concretezza. Assistiamo all’emanazione di provvedimenti per i quali non siamo stati minimamente ascoltati, anche quando abbiamo avuto occasione di depositare documentazione, avanzare proposte. Queste ultime non vengono prese in considerazione. Neppure quando ci riferiamo a provvedimenti che ci lasciano molto perplessi come nel caso del 730 precompilato che vede l’erogazione della sanzione e dell’imposta ai danni del professionista, del commercialista in questo caso, che ha apposto il visto di conformità”. E’ il messaggio lanciato questa mattina dal presidente dell’Associazione nazionale commercialisti, Marco Cuchel, in occasione del convegno regionale sul tema “Prospettive di semplificazione. I commercialisti per le giuste esigenze di cittadini ed imprese” promosso dalle Associazioni nazionali commercialisti (Anc) delle sedi di Agrigento, Messina, Nicosia-Enna, Ragusa, Siracusa, Trapani, assieme all’Unione italiana commercialisti di Catania e all’Unagraco di Palermo. Un appuntamento di notevole spessore tecnico, con il patrocinio di Regione, Ars, Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili oltre che dell’Ordine di Enna, Nicosia e Caltanissetta. Di particolare impatto anche le dichiarazioni di Roberto Agnello, già assessore regionale al Bilancio, il quale ha affermato che “molti aspetti della semplificazione non sono applicabili finché dall’altra parte c’è una rigidità di bilancio così pronunciata. Finché non si risanano i conti dello Stato e della Regione non si può parlare di semplificazione, bisogna essere chiari sulle vere cause”. “La Regione Sicilia – ha poi aggiunto – è fallita dieci anni fa. Quella a cui assistiamo adesso è una profonda crisi finanziaria accentuata da due fenomeni: il Patto di stabilità, che ci sottrae quasi due miliardi l’anno; e la crisi, a causa della quale abbiamo perso un miliardo di liquidità. Quindi in complessivo tre miliardi in meno”. In apertura dei lavori, Salvatore Burrafato, presidente Anc Enna, ha sottolineato come la scelta di Enna, per il convegno regionale, sia da leggere come un segnale che intende esaltare la centralità del territorio siciliano. “Perché – ha chiarito – raccordandoci al centro della Sicilia abbiamo voluto mettere in evidenza l’unitarietà e la coesione dei professionisti, mettendo in luce la volontà dell’unitarietà e la sinergia per potenziare i piccoli centri, i piccoli Ordini, le piccole associazioni”. Introducendo il tema, Salvatore Geraci, presidente Anc Siracusa, ha chiarito quale l’obiettivo dell’appuntamento, vale a dire “accendere i riflettori sulla Sicilia, portando nella nostra isola il dibattito parlamentare per permettere ai colleghi di sentire con le proprie orecchie l’evoluzione della normativa fiscale e del processo di semplificazione in atto”. “Semplificazione – ha aggiunto – che serve anche per mettere al centro il cittadino contribuente, il vero destinatario del gettito fiscale. Non immagino che da questa tavola rotonda i partecipanti assumano degli impegni formali ma auspico, però, che si formi una convinzione comune e condivisa nell’interesse di imprese e cittadini”. Di processi in atto e di ostruzionismi, nel contesto delle procedure di semplificazione in fase di svolgimento, hanno parlato gli animatori della tavola rotonda moderata da Tonino Morina de “Il Sole 24 Ore” con la partecipazione dell’on. Carla Ruocco, vicepresidente della Commissione Finanze alla Camera dei deputati (“Stiamo adoperandoci per riempire di risorse finanziarie il reddito minimo di cittadinanza”), Franco Ribaudo, componente della V commissione Finanze, del deputato regionale Marco Falcone, Palma Balsamo, presidente Confprofessioni Sicilia, Ezio Maria Reggiani, vicepresidente nazionale Confprofessioni, Salvatore Forastieri, garante del contribuente Sicilia, oltre a Cuchel e ad Agnello.


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