Piazza Garibaldi story

Epifanio Di Salvo, ovvero, l’assessore incompetente?

E cosa potevamo aspettarci da una giunta così sconclusionata? Vediamo se, lentamente, come s’addice a persone di scarso comprendonio, riusciamo a fare il punto della situazione.

La crisi economica non sta risparmiando la nostra città. Gli effetti gravi si vedranno alla fine della crisi. Quando, i pur modesti supporti arrivati a imprese e famiglie, lasceranno il posto alla dura realtà che stiamo vivendo.

E non possiamo sperare in un rapido ritorno alla normalità. Né in uno scoppiettante rebound che farà giustizia di ogni dolore, di ogni sofferenza.

Perché questo tempo, quello della crisi sanitaria di cui a malapena scorgiamo la possibile fine, è tempo di pensiero e di programmazione per tutti.

Per restare vivi dobbiamo sognare!

Le iniziative, gli obbiettivi, i settori nei quali possiamo investire le nostre residue energie. Per far che? Per creare posti di lavoro, economia, reddito diffuso. Necessari per agguantare la nostra resilienza, il futuro dei nostri figli, il nostro essere e la nostra cultura.

Un progetto ampio, quindi. Che è rispetto per l’essere comunità, che si riempie con la nostra socialità. Se non ci percepiamo come fratelli, concittadini, compagni di vita, tutto questo sarà impossibile, o almeno più difficile.

Ma questo progetto non può essere sognato, passeggiando per le galassie del cielo. Non può essere immaginato tra i fumi di una ebbrezza artificiale. Deve stare sul selciato di Piazza Garibaldi. Deve essere concreto, sostenibile e diventare patrimonio comune.

Ecco perché serve la comunione! Perché serve il dibattito, serve il dialogo; il metodo è la comprensione.

In tempi così, chi fa propaganda è scorretto. Chi usa il potere per compiere vendette politiche è un cretino. Chi non ascolta le voci che si levano dal popolo è per di più incompetente.

Noi siamo pronti a perdonare, ma non a farci prendere per fessi. Ci sei sindaco?

Andiamo alle polemiche odierne.

L’assessore Epifanio Di Salvo, lavori pubblici, si è esibito in una brillante prestazione, essendo chiamato in causa dall’”Affaire piazza Garibaldi”.

Un laconico comunicato: «Il progetto di riqualificazione della piazza Garibaldi è stato ampiamente condiviso dalla giunta comunale, ed è in linea con l’azione programmatica annunciata in campagna elettorale. Per questo rispediamo al mittente illazioni di sorta che vorrebbero vedere contrasti interni del tutto inesistenti. La mia assenza è stata dettata esclusivamente da ragioni connesse alla attività lavorativa che come è notorio svolgo fuori dalla nostra città. L’amministrazione Cammarata, di cui mi pregio di far parte, va avanti con una programmazione condivisa dalla maggioranza che la sostiene, volta alla riqualificazione dell’intera Città. L’assessore, Epifanio Di Salvo».

Come dire: «Siccome ho ben altro da fare, sto fuori città, perciò non ho tempo per fare ciò che dovrei». E in effetti ci eravamo accorti che il suo inserimento non avesse provocato alcun cambiamento. Né in bene, né in male! Uno stipendio, e basta!

Il consigliere Di Salvo, diventato assessore, si dice sia stato giubilato dal gruppo al quale apparteneva. Per approdare però a un altro gruppo politico, dai contorni ancora non ben definiti almeno nella nostra città, la Democrazia Cristiana di Totò Cuffaro.

Quindi nell’eterno cinguettio paesano, dal fratello alla sorella. Tuttavia, ad onor del vero, la saga dei Lantieri brothers è molto più complessa e per certi aspetti indecifrabile. Ma non è oggetto, oggi, delle nostre riflessioni.

L’assessore Di Salvo, probabilmente digiuno delle consuetudini della politica, ha omesso la spiegazione.

Nessuno infatti potrebbe credere che l’assessore competente non conosca il progetto dei tecnici Fauzia e Ciantia. Nessuno crederebbe che Di Salvo non se ne sia occupato perché preso dal suo lavoro fuori città. Si va avanti da mesi, dalla fine dell’estate a progettare il sacco di piazza Garibaldi.

E lui? Non se n’è accorto.

Il suo brillante ingegnere capo ha compilato una delle sue più preziose poesie e lui non lo ha saputo. Ma ciò che più appare davvero incredibile è che Epifanio Di Salvo abbia lasciato che a firmare il progetto partorito dai suoi uffici, fosse il vero ispiratore, l’assessore al Turismo Ettore Messina, in compagnia dell’inconsapevole assessore all’Ambiente Salvatore Cancaré (che se c’è o non c’è non cambia nulla). Di Salvo ha atteso la giunta in cui si approvava il progetto per non essere presente. Non lo ha firmato, non lo ha approvato, ma lo condivide!

Epifanio, ma ci vuoi fare fessi?

La velina, probabilmente confezionata dall’avvocato sindaco, è stata certamente imposta! E siccome i mittenti delle illazioni siamo noi, ti diamo ricevuta di questo improvvido scivolone, che umilia te, caro Epifanio, perché ti mette nella terribile situazione di dover passare per incompetente o per bugiardo. Non c’è altra via d’uscita.

Nel frattempo, però, potresti mostrarci tutta la tua competenza dicendo ai cittadini (che te lo chiedono) cosa pensi veramente del progetto Fauzia-Ciantia. Se davvero anche tu lo condividi, illuminaci sulle ragioni che ti hanno portato a progettare questo sconquasso.

Pensare che hai avuto il tempo per ascoltare gli umori della gente e che, se fossi stato una volpe politica, avresti preso a volo l’occasione.

Adesso, assessore Epifanio, sei solo spento!


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