Chi ha paura della libertà?

Che strana politica quella che si prefigura per Piazza Armerina nelle prossime settimane!

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Mentre i partiti, lievito della democrazia, stanno appena iniziando la campagna elettorale, schierando i loro candidati, il più diffuso giornale online della Città, Startnews, inizia la sua campagna elettorale con un editoriale dell’opinionista Nicola Lo Iacono, che lamenta un elevato numero di candidati e prefigura scenari terribili se non sarà rieletta la candidata del Pd Luisa Lantieri.

L’intervento è a gamba tesa, i contenuti sono dissonanti, poco rispettosi della libertà degli elettori e del ruolo dei diversi partiti in gioco, non ci fa bella figura neanche il servizio della libera stampa.

Ma vediamo perché.

Piazza Armerina nelle ultime regionali su tre seggi assegnati alla Provincia di Enna, ha totalizzato ben due deputati regionali, Venturino del M5S e Lantieri, eletta nella lista di centro destra Forza del Sud, il cui capo era Gianfranco Miccichè, attuale coordinatore regionale di Forza italia. In quell’occasione i candidati schierati in città erano nove, tre in più di quelli che i partiti hanno schierato in questa tornata.

Due deputati a Piazza Armerina e uno a Enna, nessun rappresentante per tutto il nord della Provincia.

Venturino è subito eletto ad un’alta carica nell’Assemblea regionale e diventa vice presidente vicario dell’Ars.

I due deputati piazzesi hanno messo a segno due importanti voltafaccia. Antonio Venturino ha abbandonato il Movimento Cinque Stelle dopo pochi mesi in polemica con le stringenti regole imposte ai suoi parlamentari ma anche per forti dissensi con la politica messa in atto da Grillo e Casaleggio. Fondato un nuovo partito “Italia Migliore” insieme ad Antonio Ingroia, dopo pochi mesi Venturino interrompe la collaborazione con l’ex magistrato e aderisce al Partito Socialista Italiano.

Antonio Venturino

Ma durerà poco anche questa esperienza, il deputato piazzese litiga coi vertici del partito e adesso è candidato nella circoscrizione di Catania nella lista Micari-Crocetta.

Luisa Lantieri, eletta in uno schieramento di opposizione, nel centrodestra, trova rapidamente un aggancio con il presidente della regione Crocetta e dopo una serie di adesioni a movimenti intermedi, passa col centrosinistra e ottiene addirittura un assessorato regionale. Auspice lo stesso presidente che parla al megafono e con ogni probabilità il mentore di Luisa Lantieri, Totò.

Per Piazza Armerina una straordinaria occasione. Erano passati quarant’anni dall’ultimo assessore regionale della Città, l’on. Giuseppe Sammarco.

On. Giuseppe Sammarco

I due deputati regionali piazzesi avevano tutto in mano: la politica, gli enti locali, il prestigio, l’Assemblea regionale, il governo. Eppure Piazza Armerina non ha mai vissuto un momento di così grande crisi, economica, politica e sociale. Si è acuito l’isolamento dal territorio provinciale, il comune è precipitato ai limiti del dissesto, l’economia è crollata e con essa il lavoro. I giovani emigrano, la Casa di Riposo ha chiuso, l’Ospedale “Chiello” è stato decimato fino al collasso e alla paventata chiusura, l’Università è scomparsa, la zona artigianale versa in un desolante abbandono, la Villa romana è di nuovo caduta nel degrado, il museo a Palazzo Trigona è ancora solo un sogno nel cassetto.

L’isolamento è stato tanto grave che perfino la strada provinciale n. 9 è stata riaperta a scossoni dietro le spinte di un vasto movimento di opinione che ha incalzato i due parlamentari e la politica nel suo complesso. Novità? Nessuna. Progetti? Nessuno. Pur essendo contrari all’adesione alla Città metropolitana di Catania i due politici piazzesi si sono defilati nel confronto con i loro cittadini elettori. Hanno preferito affondare il progetto con manovre di palazzo e voti da franco tiratore in aula. E vabbé!

Venturino ha deciso di candidarsi altrove. Non sappiamo quale sarà il suo destino ma si è sottratto al giudizio dei suoi elettori.

Luisa Lantieri, no! Si è candidata. E si è candidata nel Pd, nel partito di Renzi. Non perché sia stata fulminata sulla via di Damasco, ma per mero calcolo elettorale. Con ingegneristica previsione ha capito che è là che può scattare il seggio e insinuandosi nelle beghe del partito di Crisafulli e Alloro, avrebbe potuto utilmente conseguire il risultato della sua rielezione a Palazzo dei Normanni. Per fare che? Quello che non ha fatto nei cinque anni precedenti? Ma se è chiaro che il centrosinistra è alle corde e che l’alloro stavolta cingerà la fronte del buon Nello Musumeci o del geometra Cancilleri, Luisa sa bene che nessuno meglio di lei è più abile a riciclarsi. Non ha ella sulla sua agenda telefonica il numero di tutti i parlamentari pentastellati? E nel centrodestra, non vanta forse più influenti amicizie che nello stesso schieramento in cui si è candidata? Forse Luisa già sogna il nuovo voltafaccia a chi le ha offerto la candidatura, uno scenario scomposto in cui lei e l’attuale sindaco Filippo Miroddi, votano lo stesso partito e, forse candidati diversi.

Filippo Miroddi e Luisa Lantieri

Effetto misero della crisi ideale in cui è caduto il Pd siciliano, così mal condotto dal segretario regionale Raciti, un mestierante alle prime armi, che ha rovinato l’occasione per la sinistra di governare bene la Sicilia. Del Pd e della sua politica nell’isola, si vergognano per primi gli stessi militanti. Che nel Partito di Enna, insieme a Salvatore Cardinale, da due anni a questa parte, ha permesso ogni reclutamento improprio e mortificato il patrimonio ideale dei suoi iscritti. Una autentica vergogna di cui Matteo Renzi dovrebbe preoccuparsi.

Allora, Nicola Lo Iacono avrebbe fatto bene a tacere, perché Piazza Armerina avrà di nuovo i suoi due deputati. Giampiero Alfarini è messo bene, il suo è il primo partito e conquisterà il seggio nonostante le sterili e infantili contrapposizioni interne. L’avvocato non è un fesso e sta lavorando alacremente. Gli basteranno poche preferenze per conseguire il suo personale successo: e le avrà certamente.

Giampiero Alfarini

Luisa Lantieri sta dispiegando ogni mezzo, speriamo solo lecito, per conseguire il risultato e, certo, da assessore uscente, non le mancano i mezzi per reclutare un esercito di consensi.

L’on.  Mario Alloro non è affatto sereno e la competizione tra i due garantirà il seggio alla lista. Vincerà il più forte, il più fortunato o il più spregiudicato. Luisa è sempre in pole position.

Mario Alloro e Luisa Lantieri

Agli altri partiti non si può però precludere il diritto di raccogliere le briciole di ciò che resterà da questa infiammata campagna elettorale. E non si può nemmeno affermare che chi non si senta di votare per Luisa Lantieri o per Gianpiero Alfarini, debba per forza rinunciare ad esprimere il suo voto, la sua opinione.

Forse Vasily Lotario, candidata nella formazione a sostegno di Claudio Fava, dovrebbe inchinarsi a Luisa Lantieri?

O l’avv. Miriam Fanella, candidata dell’Udc, avrebbe dovuto nascondersi al suo elettorato che mai voterebbe il Pd o il M5S e che vorrà attribuire a quella formazione politica un pur modesto ma significativo suffragio?

E la candidata di Sicilia Futura, che si dice possa contare sull’influente sostegno di Giuseppe Mattia, avrebbe dovuto rinunciare alla sua ascesa politica per non disturbare il percorso della nostra deputata uscente e rientrante?

Potrebbero mai quelli che non voteranno per un candidato troppo vicino a Cuffaro, o per un candidato del Movimento 5 Stelle, e che invece si sentono più inclini al centro moderato, ai temi della stabilità e dell’accoglienza, che vogliono rifondare l’Europa dal basso e che credono nell’azione politica di Giovanni La Via, non assegnare il loro pur modesto consenso al nostro amico Gianluca, candidato di servizio, certo, ma sicuramente di buona “Speranza”?

Gianluca Speranza

E allora lasciamo che ognuno faccia il suo gioco democratico, nell’augurio che sia libero e discreto, legale e permissivo e che anche questa vicenda si concluda nel migliore dei modi.

Un pensiero va quindi al Sommo poeta: «Libertà va cercando, ch’è sì cara,come sa chi per lei vita rifiuta».

 

Maurizio Prestifilippo


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