Miroddi prende a pugni i butta dentro

 

 

Piazza Armerina – Tra bar e ristoranti lo sconcerto è il sentimento più diffuso dopo l’ordinanza con la quale il sindaco Miroddi vieta  ai gestori e ai loro dipendenti di sollecitare la fruizione dei servizi di ristorazione ai potenziali clienti che passino davanti ai loro locali. E fosse solo questo, divieto di cui non si capiscono le ragioni profonde, sarebbe un danno limitato.

Miroddi fa di più! Proibisce ai pubblici esercizi, da giugno a settembre, la vendita di bevande in vetro. Una Caporetto dei consumi. Un disastro  per le attività commerciali del comparto, anche perché la decisione viene senza preavviso, all’inizio dell’estate, dopo che tutti gli acquisti sono già stati programmati e i magazzini sono ormai pieni. Come sempre Miroddi non tiene in alcuna considerazione gli effetti delle sue scelte, non si confronta, si fa odiare.

Si potrebbe dire: «Tanto peggio, tanto meglio!». Ormai non si sente che serpeggiare delusione, chi lo ha sostenuto alle scorse elezioni si morde le mani e preannuncia con rancore scelte alternative. Non gode buona salute neanche il vice sindaco Mattia, di cui si percepisce il pessimo carattere e la scarsa proposta amministrativa. Sarebbe facile, come fanno in molti, auspicare che i mesi che rimangono a questa amministrazione senza idee, passino veloci, per cambiare registro, voltando pagina. Ma purtroppo le improvvide scelte di Miroddi stanno falcidiando le attività economiche, rendono vani i benèfici effetti della ripresina turistica, determinata dalla fine dei restauri alla Villa romana e dal contesto internazionale che sta premiando la Sicilia, grazie alla congiuntura sfavorevole delle località turistiche del Nord Africa.

Si chieda cosa pensino dell’ordinanza i paninari di piazza Gen. Cascino, o i gestori dei locali di Piazza  Boris Giuliano, o si chieda ai grossisti di bevande, per capire l’impatto economico disastroso di una decisione tipica da “benpensanti a stipendio fisso”.

Qualcuno aveva  lamentato troppe bottiglie abbandonate tra le aiuole nei fine settimana e invece di porre rimedio, aumentando i contenitori di rifiuti, dimensionando in maniera opportuna la vigilanza, allertando i servizi di igiene ambientale, responsabilizzando i  gestori, Miroddi ha preferito tagliare corto imprimendo un danno enorme al settore e ai consumatori. Alla fine sappiamo come andrà a finire: tanto rumore per nulla. L’ordinanza sarà platealmente disattesa, tutto rimarrà com’è e il sindaco ci farà la figura che più gli si addice……

A margine un commento: Miroddi è un sindaco paesano. Evidentemente non viaggia , perché altrimenti saprebbe che i “butta dentro” sono  dappertutto, nei posti più civili, nelle città più turistiche, li hanno i ristoranti  ordinari, le trattorie e perfino i ristoranti di lusso. Non c’è sindaco che si permetterebbe nelle località turistiche più rinomate di azzardare un provvedimento tanto stupido e inutile. Sul piano amministrativo l’uso dell’ordinanza fa rabbrividire. L’unica motivazione per un provvedimento urgente del primo cittadino sarebbe l’immagine della città. Per nostra fortuna l’immagine è salva, nonostante lui, e lo era anche quando una bella ragazza in Piazza Garibaldi invitava i turisti a prendere un gelato nei tavoli allestiti di un bar. L’immagine è invece seriamente compromessa dalla demenziale impostazione del servizio di igiene urbana e Miroddi non se ne preoccupa. Si faccia un giro a piedi di notte, anche per le strade principali, con la spazzatura in ogni angolo, coi randagi che fanno festa, con i sacchetti che pendono dai balconi, con le strade mai spazzate e i pochi cassonetti pieni d’ogni rifiuto, sporchi, maleodoranti, brutti e indecorosi. Non parliamo del verde pubblico in abbandono e della qualità del manto stradale e dei marciapiedi.

Miroddi non si è accorto che a Piazza chiudono i negozi, i bar, i ristoranti, gli alberghi. Non si accorge che tanti artigiani si sono dati alla macchia e lavorano clandestinamente, che il mercato settimanale è di nuovo in mano alle solite mani indecenti, privo di controlli, pieno di borseggiatori, dilatato, disordinato, irrazionale. Miroddi non vede, non vede troppe cose, soprattutto non si confronta con nessuno, se non con le solite consorterie politiche che gli stanno intorno.  Chi non lo ha votato, chi gli ha voltato politicamente le spalle, deve essere distrutto. Va avanti per sussulti rancorosi e cerca di piazzare di tanto in tanto qualche colpo gobbo. Deve essere ancora a credito delle ingenti spese elettorali. Il cimitero non è riuscito a venderselo, adesso vuole vendere l’intera città, la sua cultura, le sue tradizioni.

Si è infiammato il dibattito sull’accordo con gli arabi, siglato dai tre sindaci a sorpresa. Qualcuno della corte tenta di giustificare: apertura mentale, accoglienza, scambio culturale, economia e lavoro.  Tutte cose buone. Ma ci chiediamo, perché Miroddi non ha voluto aprire un dibattito cittadino sulla proposta, prima di impegnare l’amministrazione comunale? Perché ha avuto paura di confrontarsi con il suo popolo prima di firmare? Non era lui quello che diceva che per l’adesione alla città metropolitana di Catania lui andava dove il popolo voleva che si andasse? Ha cambiato idea? Adesso non gli interessa più sentire l’opinione della gente?

La senta invece, parli coi cittadini, visto che non vuol parlare con le organizzazioni di categoria, coi partiti, coi sindacati, con le associazioni culturali. Lo faccia direttamente, scenda nelle strade, chieda ai passanti, e allora capirà in quale gorgo è precipitata la sua amministrazione e, mi dispiace per lui, anche la sua personale reputazione politica.


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