Miroddi perde il saraceno!

In forse la sessantesima edizione del Palio dei Normanni – La crisi politica della città si aggrava, ma dal Pd arriva un’incredibile apertura al sindaco.

somaro

Una dopo l’altra le emergenze si susseguono, ormai con cadenza quasi quotidiana. Adesso è la volta del Palio dei Normanni. Si scopre che a un mese dalla manifestazione non c’è ancora programmazione  funzionale né finanziaria. E non solo, in poche riunioni si è consumata una radicale frattura tra amministrazione comunale e  Comitati di quartiere, che da anni sono componenti indispensabili dell’organizzazione del Palio.

Come si verifica di continuo è l’arroganza del sindaco Miroddi a causare tanta asprezza di rapporto e i guasti peggiori. Miroddi non attenua i toni, non tende a conciliare, attacca, devia su altri le sue responsabilità, mette in evidenza le pagliuzze negli occhi degli altri e non vede le travi nei suoi occhi, che oscurano del tutto la sua vista.

Si naviga fra gli scogli: il comandante trascorre il suo tempo nel ridotto dell’alloggio ufficiali con una bella moldava, mentre la nave va a ramengo.

Ad aiutare il sindaco è venuto in soccorso l’assessore al turismo e bilancio Giancarlo Giordani, che, per la duplice funzione, porta intera la responsabilità dello sfascio complessivo che si prefigura per la sessantesima edizione del Palio dei Normanni. Giordani ha dato già buona prova di se stesso. Seduto sulla comoda poltroncina di velluto rosso, inconsapevole delle responsabilità che si è assunto, gioca a sfidare coloro che avrebbero potuto trarlo d’impaccio. Nessuna promessa, solo minacce: e che minacce! I presidenti dei quattro quartieri hanno capito: il gioco si fa duro. Ma vogliono davvero fare a meno dei quartieri per l’organizzazione del Palio? Germano Crocco, su cui dovrebbe ricadere il compito del coordinamento, è stato chiaro: senza i quartieri, senza la loro collaborazione,  non si può  nemmeno immaginare di varare la manifestazione.

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Miroddi e Giordani: adesso pasticciano sul Palio

Tutti sono consapevoli che è già troppo tardi e che bisogna rimboccarsi le maniche. Lo hanno capito tutti, tranne due: gli inquilini di Sala delle luci.

Ci mancherebbe solo questo: in una città devastata, nella quale si conducono i lavori della rete idrica senza un minimo criterio, avvilendo ogni giorno i cittadini con chiusure selvagge di strade, una città invasa in ogni angolo dalla spazzatura, salterà anche il Palio e con esso l’intera stagione estiva si connoterà come la peggiore di sempre.

«Abbiamo votato tutti Miroddi! – ha detto una operatrice della Casa di riposo San Giuseppe  durante una manifestazione di protesta in Piazza Garibaldi – e adesso non c’è nessuno di loro al nostro fianco mentre abbiamo perduto il nostro lavoro!». E’ questo il triste risveglio di una città che ha dormito e si è illusa, che ha creduto alle favole e alle bugie, che ha rinnegato la sua storia e il suo orgoglio.

Adesso bisogna uscire fuori da questa incredibile situazione. C’è ancora qualcuno che crede che Miroddi prima o poi darà le dimissioni. Non lo farà mai! Bisogna cacciarlo via. E per farlo non c’è che uno strumento: la mozione di sfiducia. Lillo Cimino ha offerto all’amministrazione comunale alcune soluzioni, per le quali il suo partito, ha detto, è disponibile a collaborare in Consiglio comunale. Fa male, Cimino. Due anni addietro il suo partito decise di seguire la strada del “tanto peggio, tanto meglio” e ci ha messi in questa terribile condizione. Adesso il Pd non deve suggerire vie banali d’uscita che allungherebbero il brodo e moltiplicherebbero i danni che la comunità sta pagando. La responsabilità di votare la mozione di sfiducia è di tutti i consiglieri comunali, la responsabilità di presentarla subito in Consiglio è proprio del Pd. Si vota sì per cacciare Miroddi, o no per tenerlo a riscaldare la sedia e a fare ancora gravi danni a tutti.

Il Pd faccia la sua parte: chi voterà no, lo farà contro l’intera città.

P.S. Ad articolo pubblicato Calogero Cimino replica: «Un solo aiuto possiamo dare a Miroddi, quello di liberarlo dagli impegni della sindacatura. Non va equivocato il mio intervento al circolo di Cultura! Per salvare il Palio potremmo contribuire a trovare una soluzione, ma solo per questo e perché siamo consapevoli dell’importanza della manifestazione. Per il resto ormai l’unico obbiettivo del mio partito è la mozione di sfiducia!»


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