Le strade pulite di Fabrizio

L’importante arteria stradale che attraversa la Sicilia da  nord a sud giace in una incredibile condizione di degrado.

Piazza Armerina –  ​L’abbandono dei rifiuti è una incivile abitudine che rende la nostra città sporca e inospitale. Il problema è serio e molto vasto ed interessa non solo il tessuto urbano ma anche il nostro territorio boschivo e le contrade che stanno diventando vere e proprie discariche a cielo aperto.
Le segnalazioni che giungono ogni giorno dai cittadini sono molteplici e il nostro territorio , se non si corre subito ai ripari, sembra essere soggetto ad un forte rischio ambientale.

Si parla tanto di turismo , di volerlo sviluppare e renderlo volano dell’economia locale ma ancora non si vede alcun tangibile risultato in controtendenza . Gli amministratori lavorano su iniziative effimere senza rendersi conto che prima bisogna porre la giusta attenzione alla cura delle location rendendole gradevoli e ospitali; si tratta di un elemento essenziale per l’accoglienza turistica ma anche per la vita quotidiana dei cittadini.

Di certo se qualcosa si muove nel turismo Piazzese è grazie ai notevoli impegni finanziari degli imprenditori locali che stanno tentando di creare una ospitalità turistica di eccellenza con le loro strutture ricettive ed enogastronomiche. Basta andare sui siti specializzati di rating turistico per verificare i punteggi elevati delle strutture ma anche le negative valutazioni sullo stato di abbandono e degrado in cui versano la Città, i suoi boschi e spesso anche la rete stradale che conduce nel territorio Piazzese.

La Strada statale 117/bis che collega Piazza Armerina a Gela è una delle più interessanti strade siciliane, unita alla Strada statale 117 il percorso da Santo Stefano di Camastra arriva fino a Gela attraversando paesaggi naturalistici di rara bellezza. Da qualche tempo la principale arteria del centro dell’Isola è diventata una discarica dove giacciono da anni e anni quintali e quintali di rifiuti di ogni tipo. In ogni piazzola di sosta esseri immondi e incivili scaricano di tutto nella indifferenza delle Autorità preposte alla vigilanza; l’ANAS ha irresponsabilmente abbandonato la SS 117 Bis nella più colpevole indifferenza delle amministrazioni comunali di ben 5 centri: Piazza Armerina, Gela, Mazzarino, San Michele di Ganzaria , San Cono.


Per il turismo siciliano è questo un importante territorio anche sotto l’aspetto delle coltivazioni DOP (Fichidindia, Uve da vino, Sughero, Olivi) ma non va dimenticato che al centro dell’Isola ci sono monumenti importantissimi come la Villa romana del Casale, Morgantina e Aidone e oasi naturalistiche come Pergusa e Rossomanno-Bellia. Purtroppo nessuno ha mai messo in moto una procedura di bonifica e gli amministratori si esercitano solo nello scarica barile delle competenze territoriali e amministrative.
Il Turismo , di qualsiasi specie, si realizza con la pulizia e l’ordine, dentro casa e fuori. Con quale presunzione potremmo mai ospitare turisti se non rendiamo le strade che portano nei territori di rara bellezza, ordinate e sicure? E dire che proprio nella 117 bis , all’altezza del bivio Cimia, ci sono le indicazioni di una interessante area archeologica e dei sentieri attrezzati che insistono sul Monte Ganzaria.

Il Turismo di oggi si sviluppa con un sistema di rete dei territori dove ogni centro, con la propria peculiarità culturale, artistica naturalistica, è di supporto all’altro . Per far questo Piazza Armerina, San Michele di Ganzaria, San Cono, Mazzarino e Gela, dovrebbero sottoscrivere un protocollo d’intesa con l’ANAS ed il Corpo Forestale della Regione per bonificare e controllare sistematicamente la Strada Statale 117 Bis.

Utile sarebbe realizzare una campagna di comunicazione per sensibilizzare la popolazione affinché tutti concorrano a tenere pulita questa strada impiantando telecamere per scoraggiare i comportamenti scorretti.

Per abbattere i già esigui costi dell’acquisto e installazione delle telecamere si potrebbe operare in sinergia con il Corpo Forestale per monitorare le zone più a rischio di abbandono rifiuti.

Fabrizio Tudisco

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