La mora nell’acqua

Acqua salata e mora predeterminata. Acquaenna fa il pieno di impopolarità e inefficienza

 

Ci risiamo! Arrivano ancora una volta con notevole ritardo le bollette trimestrali  di Acquaenna e poi la Società del servizio idrico pretende il pagamento degli interessi di mora per ritardato pagamento. In questo caso monta la rabbia di chi si ritrova a pagare more e interessi sulle bollette arrivate in ritardo. Ma di chi è la colpa? Di chi le consegna o di chi le spedisce? E non c’è modo di evitare di pagare per le colpe altrui?

Il ritardo nel recapito da parte di Acquaenna e/o del servizio postale è diventato una vera e propria speculazione pagata dai consumatori e dalle imprese che si vedono addebitare ingiustamente i costi del ritardo di pagamento dalla società di fornitura. Le lettere di notifica, non riportano alcun timbro postale, il cliente no può quindi dimostrare la data di arrivo della fattura a scadenza ormai avvenuta e con ritardi che vanno da quindici giorni ad oltre un mese.

A quanto ammonta il danno per gli utenti? L’interesse che applica Acquaenna è del 2,15% , con balzelli che vanno da pochi centesimi di euro a diversi euro che, moltiplicati per  migliaia di utenze, fanno incassare alla società un bel gruzzoletto accessorio. Il consumatore dovrebbe, ogni volta che riceve una bolletta oltre il termine di scadenza, inoltrare un reclamo ad Acquaenna e alle Poste, chiedendo l’attestazione della data di consegna in modo da poter dimostrare di aver realmente ricevuto in ritardo la fattura e che, dunque, il pagamento oltre la scadenza  non è a lui imputabile. Le Poste, però, non agevolano la produzione di questo documento, senza il quale il consumatore non ha speranze di vedere riconosciute le proprie ragioni: infatti, solo avendo ottenuto tale attestazione si può agire in giudizio oppure denunciare l’accaduto all’Antitrust”.

Il problema, potrebbe essere facilmente risolto da Acquaenna con la comunicazione dell’emissione della fattura mediante mail o sms telefonico, attraverso la richiesta e registrazione dell’Utente, al pari di altri servizi come luce,gas, telefono. Altrimenti gli utenti dovrebbero ricorrere ad una “class-action” per porre fine a questo grave e ingiustificato balzello che lievita i costi del servizio.

Fabrizio Tudisco

                                                                             Portavoce provinciale FDI-AN


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