La crocetta di Miroddi

Tra lavori in corso e spazzatura ovunque Piazza Armerina sta conoscendo i suoi anni peggiori… e non c’è speranza di ripresa!

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Via Mazzini è finalmente riaperta al traffico veicolare. Non che l’abbiano riaperta i tecnici del comune, ma essendo ormai completi i lavori di AcquaEnna, qualche automobilista ha pensato bene di spostare le transenne e passare con la propria automobile sul manto stradale appena rifatto. In pochi minuti il transito è ripreso regolare e per un intero pomeriggio via Mazzini e via Garibaldi hanno fatto confluire le automobili in largo Marconi. Una festa! Finalmente si chiude uno dei periodi più tetri per il traffico e la circolazione a Piazza Armerina.

In questi giorni i cittadini hanno odiato profondamente sindaco, giunta, comandante della Polizia municipale e, naturalmente, AcquaEnna che ha eseguito i lavori di rifacimento della rete idrica rompendo “i maroni” ad un intera città.

E sì, perché è inaudito che in rapida successione, i tecnici della vituperata compagnia di distribuzione dell’acqua, abbiano preteso ed ottenuto la chiusura di via Castellina e di via Mazzini, che l’amministrazione comunale abbia pensato di riparare un dissesto del sottosuolo stradale in piazza Generale Cascino, proprio mentre le due vie erano già chiuse, inibendo il transito anche sulla via Generale Muscarà. E, non contenti di questo abominio, sindaco, assessore e comandante, hanno autorizzato AcquaEnna a chiudere anche un tratto di via Intorcetta. C’è da restare allibiti: mai tanta approssimazione, superficialità, indifferenza si erano manifestati fino a questo punto. D’altronde il sindaco e il suo vice erano troppo presi dalla questione del cimitero per occuparsi della ordinaria amministrazione. Un errore madornale a cui neppure un consigliere comunale si è opposto. Neanche una denuncia, un articolo, un presidio, una interrogazione!

E così la città, piena di buche, invasa dalla spazzatura, terrorizzata dalla consapevolezza di essere amministrata da personaggi incompetenti, assalita dal dubbio che oltre ad essere incompetenti gli amministratori avessero messo in atto un progetto affaristico-delinquenziale, si è trovata bloccata, polverosa, invivibile per tutti.

Le forze politiche, i consiglieri comunali, i comitati cittadini, non si sono agitati più di tanto!

In fondo, più gli amministratori dimostrano di essere incapaci, prima si avrà la ribellione dell’opinione pubblica. E in effetti, adesso è un coro di espressioni di disprezzo. La popolarità del primo cittadino è inferiore al prefisso telefonico di Milano. A difenderlo non ci sono più neanche i suoi parenti; i sostenitori della campagna elettorale si sono dileguati. A Piazza nessuno ha votato Miroddi, sembra come dopo la caduta del fascismo: avevano tutti ancora in tasca la tessera del partito, ma erano antifascisti e nemici dichiarati del duce che avevano tanto amato!

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Sindaco Miroddi, che fine ingloriosa, il suo bilancio è peggio di quanto si potesse immaginare. S’affanna a dare colpe ai suoi predecessori, ma porta tutto intero il peso della croce della sua insipienza, dell’incapacità della sua giunta, delle scelte politiche improvvide, ma anche della sua cattiveria, della vanità dei suoi comportamenti, del non aver compreso appieno che quando si ottiene il mandato di sindaco lo si è di tutti, di amici e avversari. Miroddi ha favorito pochi intimi, ha trascurato molti amici e penalizzato fortemente tutti quelli che gli erano stati avversari.

Oggi si ritrova solo, con una corte di consiglieri comunali pronti ad esigere e vocati al ricatto, distanti anch’essi dal comune sentire e dall’interesse pubblico. In Consiglio nessuno lo difende ma neanche lo attaccano, aspettano acquattati tra gli scranni del Palazzo di Città,  che arrivino i giorni delle decisioni importanti per lucrare qualche insperato risultato.

Povera Piazza Armerina come sei finita male! Il guaio peggiore sarebbe trascinarsi per anni in questa palude. E’ proprio vero che al peggio non c’è mai fine.

Pax


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