In morte di Salvo Sinagra

Pomeriggio d’inverno; è sabato! Poche ore di libertà e tanta voglia di serenità.

Sul cellulare la rubrica corre al nome di un amico. Salvo Sinagra: «Ciao, Salvo, sei a casa?».

«Sì, certo, ti aspetto!».

Pochi minuti dopo ero nella sua bella casa. Il camino acceso. Nel frigo, a vista, qualche bottiglia di birra. Di quella buona. E stavamo due ore, anche tre, fino a quando Maria, non sollecitava per la cena. E che conversazioni! Si parlava di piante, di stelle, di natura, di tutela del territorio, di poesia, di letteratura, di filosofia, di tecniche colturali, di cavalli, del Palio, di politica….. Uscivo dalla sua casa rinnovato. Una delizia dell’anima.

Quanto c’è di nuovo, di bello, di sereno,  dentro ognuno di noi che abbiamo conosciuto e frequentato Salvo Sinagra, nel suo Paradiso Terrestre; quell’angolo di Sicilia, in cui con la natura si dialoga. La nascita di ogni fiore, di ogni pianta spontanea, di ogni erba strana, era festa per lui e per le migliaia di altre piante che lui stesso aveva messo a dimora, sperimentando i vantaggi di un suolo fertile e ricco di acqua, di un clima dolce, senza condizioni estreme, nel quale la sua curiosità scientifica si allenava. Riserva infinita di sapienza e amore!?

C’è uno stare in armonia con la Natura, non comune, pieno di fascino e di bellezza, che avvolgeva la vita straordinaria di Salvo. Che ha contagiato mille ragazzi, nelle sue passeggiate naturalistiche, alla scoperta di antichi sentieri, di vecchi mulini ad acqua, di distese naturali di erbe fiorite, di funghi e di frutti antichi, di strutture geologiche e di vecchi edifici.

Di ogni nuova scoperta, la sua straordinaria cultura e l’intuizione intelligente, coglievano gli aspetti più segreti. Ogni stranezza era motivo di ricerca; in ogni petalo di un fiore si trovava il senso profondo del nostro essere, figli tutti di questa straordinaria diversità, che è la vita.

Salvo Sinagra non era un’intelligenza comune, lui capiva di più, andava in fondo, vedeva ciò che l’uomo comune non vede.

Il piacere di condividere ne ha fatto un didatta straordinario, senza età, adorato da grandi e piccini. Amico, accogliente, aperto, modernissimo, visionario, eclettico.

Vorrei scrivere di più, così, col cuore in gola, per celebrare un uomo, la nostra amicizia, per rendere merito allo straordinario lavoro che in tanti anni ha compiuto qui a Piazza, sua terra d’elezione, mettendo a disposizione della comunità la sua intelligenza, la sua cultura, reagendo ai colpi che la vita e la politica gli hanno inferto, senza mai serbare rancore, costruendo un miracolo di relazioni che, tutte, oggi gli rendono merito per le sue eccezionali e irripetibili qualità.

E chissà (se la vita me ne darà il tempo) che non possa scrivere, prima o poi, per ricordare una lunga pagina di storia locale, alla quale Salvo contribuì non poco.

Ma non è questo il momento. Di fronte alla sua improvvisa scomparsa, fonte di immenso dolore per noi tutti, sarà meglio celebrarne il suo grande amore per la vita, ringraziare per il miracolo della sua esistenza, coltivare nel nostro cuore il ricordo delle bellissime ore trascorse insieme.

Resterà con noi, Salvo Sinagra, con la sua capacità di attenuare le reazioni, di cogliere l’aspetto nascosto delle cose.

Con l’insegnamento profondo che ci ha lasciato, che dentro ogni uomo c’è un bisogno di comunione con la Natura. Che, non lesinando fiducia, i giovani di ogni colore, di pelle e di ideali, possano essere guidati verso l’armonia, la bellezza, la tolleranza e il coraggio di sfidare i luoghi comuni. Imparando dalla sua esperienza che ogni carattere ribelle nasconde un lato buono da portare alla luce. Che ogni manifestazione della vita, anche quelle apparentemente malvagie, possono essere affrontate con intelligenza, con perseveranza, con l’ardore degli uomini che amano gli altri uomini, il territorio e tutta la comunità umana e naturale.

Quando brucia un bosco, tra la cenere rinascono i fiori. La natura, poco a poco, si riprende i suoi spazi.  

Nessuno è inutile. C’è sempre qualcosa di buono da coltivare.

Ecco perché la sua esperienza di vita resterà a lungo nella nostra società. Perché i suoi insegnamenti continueranno a diffondersi a lungo.

E il suo ricordo, quello di un grande uomo, ha un posto speciale nel nostro cuore.

Maurizio Prestifilippo

Salvo Sinagra nel suo Paradiso Terrestre

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