Il rifugiato terrorista

Non nascondeva le sue inclinazioni verso la Jihad e il terrorismo, su Facebook incitava altri giovani al martirio. 

.

Piazza Armerina – E’ scesa in campo la Digos di Enna per indagare intorno ai protagonisti di alcuni disordini avvenuti la settimana scorsa tra i pakistani ospitati al centro di accoglienza Città del Sole. Sono nove i cittadini pakistani ospiti del  centro tutti richiedenti la protezione internazionale. Tra essi spicca la figura di Muhammad Bilal, che compirà venticinque anni il prossimo 4 novembre, in possesso di regolare permesso di soggiorno. Il giovane pakistano aveva assunto la funzione di leader del gruppo di suoi connazionali e su di lui si sono accentrate le principali attenzioni degli inquirenti. Determinante nello svolgimento delle indagini è stato il profilo Facebook di Muhammad, anzi i due profili che manteneva aggiornati e pubblici e sui quali postava e condivideva foto e commenti inneggianti alla violenza, alla Jihad ed al martirio, palesando la sua appartenenza ad una organizzazione pakistana, già dichiarata di matrice terroristica militare, denominata “Sipah-e-Sahaba Pakistan”.

Muhammad_Bilal

Muhammad Bilal

Gli inquirenti sono stati colpiti anche da un post Facebook, in cui Muhammad Bilal scrive: «Cerca di interessarti al martirio. La Jihad andrà avanti fino alla fine».  Nel prosieguo delle indagini la Polizia accertava un’altra circostanza inspiegabile, Muhammad Bilal, risultava intestatario di sei schede telefoniche, in realtà utilizzate da altri suoi compagni connazionali, mentre per le proprie chiamate lui stesso utilizzava una scheda telefonica intestata a persona diversa.

i am soldier

Le intercettazioni telefoniche ed ambientali rivelavano anche alcuni dialoghi tra Muhammad Bilal e suoi connazionali in cui si parlava di addestramenti militari e disponibilità di armi. E’ a questo punto che è scattata la richiesta di arresto del Pubblico ministero  che è stata disposta dal giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Caltanissetta.

Gravi sono le imputazioni per le quali Muhammad Bilal è indagato; attraverso strumenti informatici e telematici fotografie, divulgava documenti e video con frasi e immagini inneggianti alla violenza, alla Jihad ed al martirio e pubblicamente faceva apologia e istigava un numero indeterminato di persone al compimento di atti di violenza e di delitti con finalità di terrorismo e contro l’ordine democratico.

G.S.

Silvio_Parr


Testata giornalistica registrata con il n. 45 del 6 ottobre 1983 del Tribunale di Enna. Direttore Responsabile Dott. Maurizio Prestifilippo

Via Roma 65 - 94015 Piazza Armerina e-mail: info@orizzontisicilia.it