Curcuraci-Prestifilippo: adesso il divorzio sia consensuale

Dopo notti di bugie, complotti e tradimenti, l’Ncd è spaccato in due, una parte entra in giunta con Miroddi e l’altra continua a frequentare ambienti di opposizione politica alla giunta.

Si è molto stupito, l’avvocato Curcuraci, che Gianluca Speranza sia andato alla riunione delle opposizioni a Miroddi, mentre lui e i suoi quattro amici, venivano dai festeggiamenti nuziali a base di lenticchie, celebrati in una nauseabonda atmosfera a Sala delle Luci. Ad accoglierlo, insieme al neo assessore dalle armi spuntate, c’era Raffaella Motta, capo staff, che ha illustrato agli ospiti le qualità nutritive delle lenticchie, il buon Nino Di Catania, che ha provveduto a microfonare i presenti,  Lucio Paternicò ha curato i tamburini e i due assessori Oliveri e Di Giorgio, componenti della scenografia ufficiale. Tra i plaudenti per la riuscita della complessa operazione e affamati  commensali del rinfresco, la consigliera Betto, già approdata al partito del sindaco, Laura Saffila unica consigliera al mondo del Pdl e il segretario nazionale del partito, Massimo Di Seri, che ha preso la parola e illustrato il programma della commedia un po’ napoletana “Tengo famiglia”.

Non aveva nulla da stupirsi l’avvocato se il coordinatore cittadino dell’Ncd non si sia accorto della piroetta vergognosa che lui e i suoi accoliti hanno compiuto nel silenzio assoluto, trattando di notte con Giuseppe Mattia, il vero regista della messa nel sacco dei due consiglieri Marzullo e Lentini, che con il loro voto sostituiranno i tre consiglieri dell’Udc, da poco usciti dalla maggioranza. Ma cosa pensava Curcuraci, che dopo il golpe notturno consumato ai nostri danni avremmo preso atto della nuova situazione e ci saremmo rassegnati? O non eravamo stati chiari con lui che solo attraverso l’azzeramento e l’apertura di una riflessione cittadina con tutti i partiti avremmo potuto dare supporto ad una esperienza fallimentare e pericolosa qual è quella di Filippo Miroddi e di Mattia.

MIROCURCU

Continua a mandare messaggi, l’avvocato Curcuraci: quegli stessi messaggi con i quali si è dato il ruolo di leader; adesso ci manda il suo nuovo numero telefonico, che non useremo e informa, chi ancora non lo sapesse, del suo abbraccio mortale con Mattia e Miroddi.

Avvocato, per favore, risparmiati la spesa, cancella il nostro numero dalle tue liste. Questi messaggi ci procurano solo il voltastomaco e aggravano la valutazione che da qualche giorno ci siamo fatti: leggero, vanesio, opportunista, spregiudicato, cinico e ingrato.

Ma cosa avrà potuto convincere l’estensore degli sferzanti corsivi firmati Trilussa che erano maturi i tempi per tornare alla casa del padre?

Nell’elaborazione politica delle ultime settimane non c’è traccia di validi motivi, almeno motivi politici e pubblicamente confessabili. Fretta, determinazione, sfida, complotto, bugie, diffamazioni, prevaricazione, cinismo, insubordinazione, tradimento: sono tutti gli ingrendienti della pessima operazione condotta da Curcuraci e compagni, che interrompe un cammino comune e restituisce a calci in culo l’accoglienza e la cordialità offerte a loro qualche mese fa, pur tra i gravi dubbi di molti amici, consapevoli delle scadenti qualità umane di quelli che bussavano alla nostra porta.

Adesso non ci potrà essere che una consensuale divisione. Curcuraci, Marzullo, Lentini e Giordani, prendano atto che non è più possibile la loro permanenza nello stesso partito di Speranza e si cerchino la loro strada. Si portino pure i doni del fidanzamento, i parenti, gli amici e li consegnino a nuove serate a base di Miroddi e Mattia, perché ormai nessuno convivenza è possibile tra noi.

Vadano allegri e baldanzosi dove li porta il cuore e la smettano di stupirsi se noi continuiamo la nostra vicenda politica all’insegna della coerenza.

Sappiano che non abbiamo voluto rovinargli la festa, ma che saremo feroci già da subito, con la nuova giunta e con il neo assessore, che ci è sembrato, sin dalle prime battute, inadeguato al compito che si è assunto. Mattia, ascoltando la sua prima intervista si sarà fatto quattro risate. Miroddi avrà tirato un sospiro di sollievo e Raffaella Motta si sarà rassicurata. Tra qualche mese vedremo: noi sappiamo aspettare!


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