Da quando c’è Miroddi non si scopa più!!!

Non sono in crisi le coppie, è saltato il sistema di igiene ambientale. Sotto accusa la Tekra, ma anche il controllo del servizio operato dal sindaco.

 

Ormai Piazza Armerina si è trasformata in un vero letamaio. L’ennesimo fallimento dell’armata Miroddi è sotto gli occhi e il naso di tutti: Piazza Armerina è letteralmente invasa dalla spazzatura in ogni suo angolo e il senso di sporcizia e di lurido sta diventando caratteristica intrinseca della nostra Città.

Onde evitare accuse di strumentalizzazione, è meglio premettere che una buona percentuale di colpa è da imputare ai piazzesi che fanno male la raccolta differenziata, un po’ perché non interessati, un po’ per puro dispetto e un po’ per atavica pigrizia.

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Ma una grossa responsabilità è da imputare al sistema messo in campo dalla Tekra e dal sindaco Miroddi: è evidente che il servizio di raccolta differenziata non funziona. A tal punto che nei giorni scorsi alcuni cittadini hanno notato che i mezzi della Tekra raccoglievano indiscriminatamente i rifiuti sparsi per la Città, senza seguire alcuna logica di differenziazione e ammassando rifiuti di ogni sorta nel cassone del furgone. E allora dobbiamo ritenere che il progetto di raccolta differenziata sia fallito. Non credo ci siano altre spiegazioni.

E se a questo si aggiunge il fatto che non si vede più un operatore che imbraccia la gloriosa scopa e si cimenta a spazzare le strade il gioco è fatto!

Miroddi e la sua degna compagnia, aiutati nel nulla da decine di esperti, stanno trascinando Piazza Armerina nel baratro, la stanno mortificando nel profondo della sua indole. Mai come adesso Piazza Armerina si presenta agli occhi dei suoi cittadini così indecente, ferita nell’orgoglio, mortificata nella dignità.

In questi venti mesi Miroddi ha attestato l’assoluta incapacità ad amministrare, dimostrando di non avere un minimo di programmazione e di voler tirare a campare.

Un’amministrazione che fa acqua da tutte le parti e che non riesce nemmeno ad avere un lampo di dignità per ammettere il proprio fallimento e fare un passo indietro, ammettendo l’incapacità a gestire una città come Piazza Armerina e compiendo l’atto consequenziale di restituire la Città ai cittadini e a chi saprebbe amministrarla meglio di loro.

Adesso che carnevale è finito, e con esso tutte le grottesche iniziative del team di governo, Miroddi potrebbe regalarci una Pasqua di speranza ammettendo tutti i suoi fallimenti e liberando la Sala delle Luci dalla sua imbarazzante figura.

Ciò avverrebbe se Miroddi amasse davvero la sua Città, senza far prevalere interessi di bottega. Ma a pensarci bene la speranza è mal riposta poiché Miroddi non sentirà alcun obbligo morale nei confronti di una Città che non è la sua.

M.F.                                          


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