Cimino a Miroddi: Mi sento sconfitto, quando ripenso a quella “X” con cui ho sbarrato il suo nome

Cimino 2Leggere i prolissi comunicati stampa del sindaco è come assistere ai balletti medievali che ha introdotto nel Palio dei Normanni: tanta fatica per girare, girare…girare ma poi la sostanza è veramente poca. Nel documento in risposta alle mie critiche, pubblicate su un quotidiano, come al solito il sindaco fa riferimento alle ultime elezioni comunali e mi accusa di volermi in qualche modo vendicare per quella che lui chiama “la sconfitta elettorale di una compagine”. Vede, caro sindaco, la sconfitta in democrazia è cosa ben diversa da quella di una competizione sportiva o quella che subisce un esercito. Perdere la corsa ad una incarico istituzionale non preclude che si possa servire una collettività in maniera diversa, inoltre sono proprio le regole democratiche che impongono l’alternanza di idee e di ruoli. Per chi come me ha rispetto della democrazia e ama la propria città che si tratti di gestirla come amministratore o di servirla come opposizione le assicuro fa poca differenza.
Vi sono atti concreti a conferma di questa affermazione: si chieda quante volte in Consiglio Comunale le ho teso la mano, in nome del bene comune, per rimediare a errori e omissioni commessi da lei e dalla sua Giunta.
E’ vero, profondamente vero,  che mi sento sconfitto perché dovrò vivere il resto della mia vita con il rimorso di aver collaborato, nel secondo turno di ballottaggio, alla sua elezione. E’ questa la mia vera e unica sconfitta: aver contribuito all’elezione di un sindaco che a quasi due anni dalla sua elezione sta iniziando a dimostrare tutta l’inadeguatezza possibile per il compito chiamato a svolgere dalle donne e dagli uomini di questa collettività. Un sindaco che non ha e non vuole alcun contatto con i problemi reali della città, che esercita, come dimostrano fatti recenti, il suo potere con arrogante disprezzo delle consuetudini democratiche che prevedono un confronto continuo con le opposizioni, un sindaco che non accetta dibattiti pubblici fuori dalle sedi istituzionali, un sindaco, infine, che non rispetta neanche la stampa libera.
Sul Palio  dei Normanni, sulla gestione del settore turistico  e sul mio operato come amministratore  non credo lei possa esprimere giudizi. Tanto per avere un’idea della differenza di gestione le ricordo che di Piazza Armerina, sotto la sua amministrazione,  si è parlato  su un giornale come EVA3000 , mentre durante l’amministrazione del sindaco Nigrelli erano giornali come Repubblica o L’espresso che dedicavano intere pagine alla nostra città. Ma è solo un piccolo paragone dall’abisso che separa quella gestione dalla sua. Sono anche i numeri a parlare: durante la sua gestione chiudono attività collegate al turismo, diminuisco i turisti che stazionano a Piazza Armerina, non si realizzano più grossi eventi di richiamo, non si curano i musei. Due esperti e un assessore oggi non riescono a fare il lavoro che ho svolto da solo con l’aiuto del personale del comune.
A Piazza Armerina si organizzavano eventi di grosso richiamo come Piazza Jazz,  Medieterranea, Teatri di Pietra, Libri sotto il Gelso e venivano grossi artisti come Pino Daniele e Piero Pelù , tanto per citarne solo alcuni. Con la sua gestione abbiamo assistito alla “sagra della ricotta” e abbiamo ascoltato, fuori da ogni contesto, la musica di un cantante neomelodico che non è stato certo il massimo dello spettacolo. Durante l’amministrazione di cui ho fatto parte è nata la Pinacoteca comunale, la mostra permanente del libro antico, la Casa della Cultura, il centro espositivo  Monte Prestami ed è stato istituito il SIMPA (sistema museale di Piazza Armerina).
E’ tutto questo non è stato frutto dell’improvvisazione ma di un preciso progetto basato su un’idea tanto semplice quanto produttiva: aumentare il numero dei musei , degli eventi e le azioni di promozione della città per ottenere più turisti. Per cui, caro sindaco, si tenga la sua sagra della ricotta e le accuse che ha rivolto a me se le faccia lei davanti allo specchio.
Lei parla di “mettere in rete”, “creare circuiti” e riempiendosi la bocca di termini pomposi e usati a sproposito, non si rende conto che quando si tratta delle tradizioni e della cultura di una collettività occorre sempre valutare con molta attenzione questo tipo di azioni. Durante l’amministrazione Nigrelli siamo riusciti a far riconoscere il Palo dei Normanni quale bene immateriale da parte della Regione Siciliana e ci accingevamo a ottenere lo stesso risultato con l’Unesco. Lei porta il Palio nei carnevali siciliani spacciando questa squallida operazione come promozione della manifestazione e causando la rivolta di un’intera città che si vede depauperata della propria identità storica e culturale.
Capisce, caro sindaco, perché mi sento sconfitto quando ripenso a quella “X” con cui ho sbarrato all’interno della cabina elettorale? La stessa “X” che spero possa presto contrassegnare sul suo nome  la fine del suo mandato come sindaco di Piazza Armerina.
LILLO CIMINO – CONSIGLIERE COMUNALE

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