Chi salverà Speranza?

Quando impunità diventa tracotanza – Confcommercio adesso sotto attacco!

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Stavolta l’attacco è forte! Ed è al sindacato dei commercianti. Quello stesso sindacato che ha cercato ripetutamente il dialogo per scongiurare danni gravi alla città e agli imprenditori. Quello stesso sindacato che ha usato la pazienza, che ha scritto a tutte le autorità senza ottenere nessuna risposta. Che ha richiamato le leggi in vigore e diffidato le autorità cittadine a rispettare la legge senza ottenere nulla, da quattro anni a oggi; quel sindacato che guarda il disfacimento del tessuto economico e sociale di una intera città e che non si arrende, investendo a Piazza Armerina per sostenere l’innovazione, per garantire credito agli imprenditori onesti, per recuperare i danni degli abusi continuamente perpetrati a danno dei più deboli. E’ attaccata, la Confcommercio, nella persona del suo presidente, Gianluca Speranza.

Suonano alla porta: è l’Ufficiale di Polizia giudiziaria. Deve notificare un’ordinanza di comparizione per il reato di diffamazione. «L’indagato dovrà presentarsi, accompagnato dal suo difensore di fiducia, per l’interrogatorio, a Enna, in Tribunale». Reato commesso in Piazza Armerina il 7 ottobre 2016. Piovono tegole dal Palazzo di Città, o meglio dalla Sala delle Luci.

Eravamo preoccupati in quel periodo, ottobre 2016, per la repentina svolta della questione legata all’area commerciale della Villa romana del Casale. Il sindaco aveva revocato l’incarico all’avv. Vinicio Chiara, di trattare la questione della morosità dei commercianti assegnatari dei box e aveva affidato ad un altro legale, l’avv. Spinello, l’incarico di procedere allo sfratto degli assegnatari per morosità. Ben sedicimila euro stanziati nella delibera, per le spese. A Sala delle Luci si fa sul serio. A nulla vale la lunga lotta portata avanti dai commercianti del sito sulle gravi carenze dell’area, giudicata inidonea a svolgere il commercio, insalubre per gli operatori. Un vero inferno per i commercianti e per i turisti. Tutti sanno in città che in quell’area non è possibile assicurare un minimo di regole valide per tutti. I blitz si susseguono. Colpiscono i deboli e lasciano tranquilli i forti.  Sanno bene gli inquirenti che da quelle parti l’ordine si assicura con altri metodi: se vuoi lavorare devi stare zitto e subire. Il sindaco è puntualmente informato e non fa nulla. Bisogna rifare la pavimentazione e non ci sono i soldi. Bisogna sistemare i bagni e nessuno se ne cura. Non c’è il depuratore e si fa pazienza. Interventi non autorizzati deviano i flussi dei turisti e nessuno fa niente. Chi si ribella rischia personalmente. Il degrado è tangibile, si soffre! Non si lavora, non si può lavorare, ma bisogna pagare. Alcuni concessionari hanno totalizzato venti, trenta mesi di ritardo sulla pigione. Il comune i soldi li vuole tutti e subito. L’avvocato non scherza. Deposita le istanze di sfratto.

Il sindacato chiede un incontro urgente al sindaco. Ma il sindaco non convoca. Per le vie brevi assicura che parlerà con l’avvocato per concedere una rateizzazione. Poi è il legale che risponde. «L’area sarà inagibile ma il fitto bisogna pagarlo lo stesso». Ad alcuni è accordato uno sconto per compensazione di lavori effettuati. L’arcigno legale minaccia: la sanzione accessoria è la revoca della concessione. Chi esce non rientrerà più. Al loro posto saranno ammessi altri commercianti.

«Temiamo che si vogliano favorire alcuni imprenditori vicini all’amministrazione comunale»  dice il presidente della delegazione Confcommercio  e chiede un incontro urgente al sindaco. Ma chi è l’amministrazione? Il sindaco? Certo! Il dirigente del settore Commercio? Certo!  Il comandante della Polizia municipale? Certo! Perfino l’avv. Spinello, in quel frangente, è il legale dell’amministrazione comunale e la rappresenta.

Confcommercio – La giunta provinciale

E a chi lo chiede il sindacato Confcommercio l’incontro urgente? Al sindaco! Perché? Per informarlo di quello che sta accadendo, perché potrebbe non saperlo, potrebbe essere stato informato male, anche maliziosamente dai suoi collaboratori. Per portare le istanze degli imprenditori iscritti. Ma il sindaco non riceve, anzi querela! Vuole che il giudice punisca il sindacalista che si è posto un dubbio.

Il sindaco vuole ristabilire il suo onore.

Si rivolge allo stesso giudice che non ha ritenuto di perseguire lui, il sindaco e il suo collaboratore di fiducia, il comandante della polizia municipale, dirigente dell’ufficio Commercio, quando pochi mesi prima era stato reso pubblico il suo incredibile comportamento durante l’assegnazione degli spazi nel trasferimento del mercato settimanale di Piazza Falcone e Borsellino (loro sì, campioni di legalità e correttezza).

Sotto il grande manifesto con i due eroi nazionali era stato accordato un favore elettorale, con tracotante spregiudicatezza. Ad un commerciante, vicino in campagna elettorale al sindaco Miroddi, era stato concesso di scegliersi il posto migliore al mercato, in pubblica assemblea, in barba alle graduatorie, con tanto di audio della maldestra pretesa del sindaco, subito accordata dal suo comandante della Polizia municipale. Prefetto, Questore, Assessorato regionale, Commissario di Polizia, nessuno si era mosso nei mesi successivi, quando tutte le regole del commercio erano state violate ripetutamente sempre nel campo dell’occupazione di suolo pubblico. Omesse riunioni di commissione. Violati i poteri del consiglio comunale, accordati favori contro legge. Ma Gianluca Speranza, il presidente del Sindacato piazzese, esortava alla pazienza: «Macché denunce, si parla! Cerchiamo il confronto. L’amministrazione va aiutata, non è con lo scontro davanti ai tribunali che si ottengono le cose».

Sbagliava Speranza, perché il Sindacato si fa anche con le denunce. Non solo quelle alla pubblica opinione. Perché il potente di turno che la passa liscia una, due, infinite volte, poi pensa di avere sempre ragione. Di essere intoccabile. Diventa tracotante al punto che poi prende di sopra, finisce col pensare che tutto gli è dovuto e che nessuno debba neppure adombrare il sospetto che lui voglia farsi i cazzi suoi, magari violando la legge e calpestando i diritti degli altri .

Sbagliava Speranza, pensando che quando Confcommercio, aveva operato attivamente per salvare il Palio dei Normanni, mantenendo aperta la linea del dialogo, sfidando i comitati di quartiere, facendosi egli stesso mediatore, pur di non compromettere il dialogo con l’amministrazione nell’interesse della città, il sindaco avrebbe compreso che da parte del sindacato non c’è pregiudiziale politica. Che la politica si fa in campagna elettorale. Poi c’è il governo! E il governo è soluzione dei problemi, creazione di opportunità per i cittadini, difesa delle imprese e del lavoro.

Gianluca Speranza

Filippo Miroddi non ci fa una bella figura! Confcommercio si è già stretta intorno a Gianluca Speranza, sindacalista attento e prudente, lo difenderà nelle sedi opportune. Miroddi ha già perso! Non sappiamo se salverà il suo onore in un’aula di Tribunale. Nel nostro cuore lo aveva già perso da tempo, sebbene pensavamo che fosse per sprovvedutezza e superficialità. Ora sappiamo che non è soltanto così! Sarà la storia a giudicarne le gesta e come avrà lasciato la Città. Intanto ha perso anche un altro amico. E da ora in poi Confcommercio non gli farà più sconti.

Maurizio Prestifilippo

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