Il bilancino della discordia

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La moglie, la signora Anna Azzolina, avrebbe aggredito con un cacciavite un ispettore di polizia, mentre era in corso un perquisizione domiciliare. Il marito, il quarantacinquenne Luigi Treno, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine ed ex sorvegliato speciale, avrebbe minacciato un sovrintendente del commissariato di Piazza Armerina, che stava per sequestrare un bilancino di precisione, che la polizia sospettava servisse per pesare la droga (sospetto poi rivelatosi infondato). Adesso sono stati condannati entrambi: lui ha preso otto mesi, perché è stata ritenuta la recidiva, lei sette. I due sono difesi dagli avvocati Sinuhe Curcuraci e Luca Di Salvo. Secondo l’accusa, avrebbero usato violenza e minaccia a pubblico ufficiale, un sostituto commissario di polizia di Piazza Armerina, mentre era in corso una perquisizione antidroga.

La donna avrebbe lievemente ferito l’ispettore, provocandogli lesioni giudicate guaribili in tre giorni dai medici.

Il marito invece se la sarebbe presa con un sovrintendente, dicendogli, tra l’altro: «Non te lo porti (riferendosi al bilancino, ndr.) altrimenti ti aspetto in piazza e poi vediamo».

Il reato è stato ritenuto aggravato per aver usato un cacciavite, oggetto atto a offendere, del quale la legge vieta il porto senza giustificato motivo.

I fatti risalgono al 22 novembre 2004. Treno era accusato anche di violazione della sorveglianza speciale, reato che comunque è caduto in prescrizione (avrebbe ritardato il rientro a casa, considerato che non fu trovato nell’abitazione alle 21,10); mentre la moglie era accusata anche delle lesioni ai danni dell’ispettore di polizia.

La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico Elisabetta Mazza, che si è riservato sessanta giorni per depositare le motivazioni; i difensori hanno già fatto sapere che sarà presentato ricorso alla Corte di appello di Caltanissetta. Il giudice ha ritenuto gli imputati responsabili dei reati a loro ascritti, con la recidiva per Treno e ha condannato entrambi i coniugi al pagamento delle spese processuali. Ordinata, infine, la confisca degli oggetti sequestrati dalla polizia.


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