La città dei birilli!

Da giorni un duro intervento in via Marconi e via Garibaldi è criticato aspramente. Sono tutti contro, esercenti, sindacati, residenti. Ma al comune gongolano. Finalmente anche a Piazza una zona a traffico limitato.

Raccontano al comune che il vice sindaco l’avesse giurato: toglierò quei dissuasori in cemento da via Marconi. Gli stessi panettoni di cemento, messi dall’amministrazione Nigrelli, sui quali il fratello del vice sindaco si era andato a schiantare circa un anno prima, rischiando di fare una strage e finendo egli stesso in ospedale. La scusa dei croceristi che, forse, un giorno arriveranno, era perfetta. Ad incaricarsi del disegno diabolico ci ha pensato un’amica del vice sindaco, priva di ruolo in amministrazione, ma forse una delle tante consulenti gratuite che di questi tempi riempiono la Sala delle luci per far compagnia al povero Filippuccio. Complice, naturalmente,  Duminik, il potentissimo ingegnere capo, mago delle scartoffie, culo potentemente attaccato alla sedia, esperienza di cantiere zero, che se una estranea collega si incarica di dirigere il lavoro al posto suo, ben venga. Corta, di esperienza, l’architetta, amica del vice sindaco, ha fornito indicazioni, ha spiegato come fare, si è prodigata per la riuscita del progetto.

Così sono spuntati una sfilza di orrendi pali neri di ghisa. Buoni per farci una partita di mini golf, o uno strike, rovesciandoli tutti con un mezzo corazzato. Il montaggio è stato uno spettacolo: operai, polvere, rumore. Con un grosso trapano hanno forellato le basole di pietra lavica del selciato e hanno piantato i birilli. Terminato il poderoso lavoro la veduta d’insieme era terribile: uno più alto e uno più basso, allineamento zero, e quel che è più grave, se ti ci appoggiavi con una mano, cadevano a terra.

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Allora il potentissimo Duminik si è finalmente alzato il culo dalla sedia, l’architetta improvvisata capo cantiere è scomparsa, e lui, il capo, è andato in via Marconi, ha cazziato operai e impresa, ha fornito agli astanti il suo sapere tecnico e, insieme, hanno concordato che i birilli andavano tutti staccati e ripiantati, annegati di almeno dodici centimetri nel suolo.

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E lì di nuovo per giorni, polvere, rumore, disagi. Le basole di pietra lavica sono state bucate per bene, i paletti impiantati saldamente al suolo. Duminik è andato a vedere il frutto della sua sapienza con il neo assessore Gagliano. Entrambi erano tronfii e soddisfatti dello scempio compiuto.

Per giorni, dunque, i cittadini hanno visto gli operai al lavoro, li hanno visti montare e smontare, poi rimontare, hanno visto la soppressione degli unici tre posteggi in Largo Marconi, la soppressione del posto riservato alla farmacia Salemi. Ci risparmi , il sindaco, di riferire i commenti sconcertati dei passanti e i sanguinosi insulti rivolti contro di lui.

Un furgone troppo alto, spinto a destra dai birilli, ha divelto l’insegna del Bar dello Sport. I fornitori dei due bar del Largo Marconi, non possono fermarsi a scaricare la merce e hanno disdetto il servizio. Franco Barresi minaccia di guadagnarsi la galera. Giampi finalmente non avrà più macchine davanti la sua porta, il tabaccaio non potrà più vendere sigarette all’automobilista di passaggio.

Nessuno ha più visto il sindaco passare da via Marconi. Dicono che per evitare incontri pericolosi faccia sempre il giro da via Roma, che rimane normalmente deserta.

Ma c’è di più, a quanto pare, se i crocieristi verranno, sarà tra un paio d’anni, dopo la definitiva caduta del malefico trio Miroddi, Mattia, Curcuraci. Intanto si prefigurano affari immobiliari sulla via Garibaldi. Si è sparsa voce che presto i bassi di quella via varranno a peso d’oro. Perché? Nessuno lo sa di preciso, ma è noto, il piazzese è credulone e i prezzi per vendite e affitti si sono triplicati. Chissà che qualcuno non si faccia rifilare un bel bidone. Pare che la via Garibaldi sarà presto fornita di un miracoloso “Pilomat” che cambierà il destino dei commerci. Tale affare misterioso pare possa uscire dal terreno a comando. Miroddi s’affaccerà dalla Sala delle Luci e pronunciando forte le parole: «Alzati, pilomat!» l’affare s’ergerà dal terreno come …. Lasciamo perdere, un po’ di buon gusto!

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Anche il comandante Gabrieli ha dato il meglio di sé; a chi gli chiedeva cosa ne pensasse (intendendo, nel ruolo, sotto l’aspetto della sicurezza della circolazione) il comandante rispondeva che i paletti sono autorizzati dalla Soprintendenza. A chi gli chiedeva come avrebbero fatto i commercianti a fare carico e scarico merce, l’ineffabile comandante ha risposto: «Da via Umberto, arrivano a Santo Stefano e girano per Via Garibaldi». E come escono se c’è il pilomat? Risposta: «A retromarcia». Mario Pisano grida al complotto!

La più bella Gabrieli l’ha combinata facendo stampare una striscia bianca in corrispondenza dei paletti fino all’intersezione con la Piazza Garibaldi. Striscia bianca: posteggi liberi. Una signora, che a differenza del comandante conosce il codice della strada, si è posteggiata con la sua Fiat 500 (anno 1968), ed è andata a fare i suoi acquisti. Quando è tornata erano tutti lì a spiegarle che quella striscia bianca non serviva a delimitare area di sosta libera, ma era un’area destinata ai pedoni. La signora ha borbottato qualcosa è salita sulla sua 500 e se n’è andata. «O tempora, o mores!». La mattina dopo, la striscia bianca era scomparsa, coperta da una una striscia di vernice grigia: ma l’abbiamo vista tutti.

Piazza è diventata la Città dei birilli, e non solo perché con Nigrelli e Miroddi di birilli ne sono stati messi dappertutto, ma anche perché, tra politici e funzionari, il comune è proprio pieno di birilli.

Al tempo! Al tempo! Appena la voce sarà data al popolo, con un tiro solo, i birilli saranno tutti a terra!

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