La casa degli … errori

Per Luisa Lantieri si può salvare la Casa di Riposo, ma affida a Miroddi il difficile compito di pensare come.

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Dopo aver voltato per anni le spalle ai degenti e al personale della Casa di riposo San Giuseppe, dopo aver accettato passivamente che il debito crescesse senza adottare alcun rimedio plausibile, dopo aver accettato senza battere ciglio che si interrompessero le prestazioni con l’allontanamento degli anziani ricoverati, adesso, il presidente della Regione Crocetta, tagliando corto si è levato l’imbarazzo dichiarando estinta l’Ipab e destinando al Comune di Piazza Armerina la massa debitoria e il personale. Poco importa al governatore se il Comune, già provato dalla fallimentare gestione Miroddi, dovrà dichiarare lo stato di dissesto scaricando su imprese e cittadini l’onere di ripianare i debiti con tutte le conseguenze facilmente prevedibili.

Ma andiamo indietro di qualche anno, quando la Casa di riposo San Giuseppe aveva già qualche difficoltà e l’allora assessore regionale Paolo Colianni ne commissariò il Cda dopo le dimissioni del presidente dott. Salvatore La Malfa. La scelta dell’assessore ricadde su un uomo a lui molto vicino, il quale modificando lo statuto dell’Ipab sottrasse al controllo del Comune la nomina del vertice amministrativo dell’ente. Da quel momento il declino fu incontrollabile. Nessuna iniziativa per riqualificarne l’azione, gestione clientelare di personale e fornitori, debiti su debiti, fino ad arrivare ai giorni nostri.

Sorge or commossa l’assessore regionale Luisa Lantieri, la quale, a decreto di estinzione firmato, spera di poter scongiurare il più grave danno vendendo il patrimonio dell’Ipab e pagando i debiti.

Ma perché non si è provveduto prima a farlo?

Così a prima vista sembra di poter dire che gli interessi che si sono mossi intorno a questa sconcertante vicenda amministrativa sono come sempre cinici e spregiudicati. Intanto il vero patrimonio della struttura erano i ricoverati e la convenzione col Comune che integrava la retta dei pazienti meno abbienti.  Durante l’amministrazione Velardita c’era insistenza dalla parte politica più rilevante che sosteneva il sindaco di diminuire lo stanziamento e il numero complessivo dei ricoverati assistiti dal Comune. Il sindaco Velardita non guardava lontano e diminuì stanziamento e ricoverati. Nello sforzo di rendere più efficiente e meno clientelare la struttura, nominò il segretario politico della Margherita, presidente del Cda e al termine di una faida politica interna alla maggioranza, allontanò il rag. Francesco Scimone dalla direzione dell’Istituto. L’arrivo alla Regione del presidente Lombardo e dell’assessore Colianni, interruppero quel tentativo di salvare la Casa di riposo. Durante la sindacatura Prestifilippo si tentò di invertire quella logica, aumentando il numero dei ricoverati e lo stanziamento del comune, ma, espropriato il Comune del suo ruolo di controllo, l’agonia si è protratta per oltre dieci anni. In questo tempo, a parte la legittima protesta dei lavoratori, non c’è stato progetto, nessuna novità, salvo il rafforzarsi di strutture private concorrenti e il trasferimento di ricoverati e personale ad altre case di riposo.

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Paolo Colianni

L’altro capitale, di rilevante importanza sul quale la politica vuole mettere definitivamente le mani è la struttura. Importante, strategica, attrezzata: utilissima per lucrose attività di accoglienza.

Ma non dovrà restare in mano pubblica. Adesso la prospettiva è gestire l’affidamento dell’immobile. Settanta, cento, duecento? Si può fare di più. Con prudenza, perché i cittadini sono stanchi di vedere arrivare a centinaia i profughi. Perché dopo le inchieste Mafia Capitale e Mondo di mezzo, si rischia pesantemente di finire nelle maglie della giustizia. Ma il business si profila.

Certo è strano che il presidente Crocetta abbia firmato il decreto di scioglimento dell’Ipab, senza averlo concordato con il suo assessore regionale Lantieri, che è proprio di Piazza Armerina, e soprattutto col sindaco, il quale sembra non aver detto una sola parola sulle terribili conseguenze che ne ricadranno sul Comune; che nessuno abbia comunicato ai sindacati un piano di sostenibilità della scelta amministrativa; che le forze politiche non siano state preavvertite; che la città non ne abbia parlato.

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Rosario Crocetta

L’on. Luisa Lantieri non è una sprovveduta. Se è intervenuta proponendo la ripresa dell’attività dell’Ipab, una sua idea ce l’ha. Ma allora perché ha assegnato al Comune il compito di predisporre un piano economico-finanziario di ricapitalizzazione e un progetto di riqualificazione dell’ente per disattivare il decreto di estinzione e permettere la ripresa dell’attività della Casa di riposo San Giuseppe? Ma come dovrebbe fare il povero Miroddi, a stilare questi due poderosi documenti con i quali dovrebbe dimostrare di poter ripianare il preesistente debito e garantire le risorse finanziarie occorrenti per avviare la ripresa funzionale? Come farà a dimostrare, adesso che i buoi sono scappati, che metteremo adeguati cancelli? E perché dovrebbe incaricarsene proprio il Comune, all’interno del quale non vi sono professionalità tali da dare garanzia di successo all’operazione? Si profila un altro fallimento?

Tutti attenti, gatta ci cova!


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